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lo scontro

Un bonus a Brescia per lavorare a Pasqua: operai a favore, sindacato contro

Dario Di Vico

Il surplus di fotovoltaico spinge Terna a offrire tariffe agevolate e le acciaierie bresciane decidono di accendono i forni nei giorni festivi. Premi fino a 1.800 euro per i lavoratori, ma i sindacati criticano l'iniziativa

Il presidente del gruppo siderugico Feralpi e di Confindustria Lombardia, Giuseppe Pasini, ha messo le mani avanti. “Sono imbarazzato a far lavorare la mia gente a Pasqua e Pasquetta, hanno diritto di stare con la famiglia – ha dichiarato al Corriere di Brescia – Ma dobbiamo fare i salti mortali per star dietro alle oscillazioni dei costi dell’energia e li facciamo fare anche ai nostri dipendenti”. Ma cosa è successo di tanto rilevante da giustificare queste dichiarazioni? Tutto parte da Terna e da un surplus di energia che viene dal fotovoltaico: per evitare di dover scollegare gli impianti – e sprecare risorse – a Pasqua, Pasquetta e le altre feste civili (primo Maggio, 25 aprile e 2 giugno) la società ha offerto alle principali acciaierie della provincia di Brescia (e non solo) di tener aperti gli impianti e di accendere i loro forni elettrici. La proposta è stata accompagnata dall’impegno ad applicare per quei giorni tariffe iper-agevolate. Ai siderurgici bresciani, come testimonia l’esternazione di Pasini, non è parso vero di poter mitigare i costi dell’energia (“siamo in balia di Terna”) e ridurre la salatissima bolletta di queste settimane. E quindi si sono rivolti ai loro operai per cercare di organizzare le squadre “minime” necessarie per far lavorare gli stabilimenti e non perdere la preziosa occasione. Obiettivo centrato senza grandissime difficoltà. I protagonisti di quest’avventura imprenditoriale sono ovviamente preoccupatissimi per i riflessi della guerra in Medio Oriente e i gruppi interessati rispondono ai nomi di Ori Martin, Alfa Acciai, Feralpi, Ferriere Valsabbia, Duferco e anche il cremonese Arvedi. Il fior fiore dell’industria del ferro della Lombardia guidata da veri capitani di industria capaci di scegliere al momento opportuno. Capitani di industria altrettanto pragmatici da saper che un’operazione di questo tipo, con tutti i sacrifici annessi e connessi, si può fare solo mettendo mano al portafoglio e offrendo agli operai incentivi di sicuro impatto.

 

E infatti dai primi calcoli che circolano si stima che quattro giorni “speciali” alla Alfa Acciai varranno un bonus aggiuntivo alla paga di 1.800 euro. Alla Feralpi si parla di 300 euro per ogni singola festività, alla Ori Martin 450. Ma al di là dei numeri che saranno differenti e inevitabilmente ballerini la proposta ha trovato un’ottima accoglienza in fabbrica. Per una volta si è realizzato uno scambio virtuoso di quelli che sociologi ed economisti del lavoro raccomandano nei loro paper. I sindacati però non hanno gradito. Sempre al Corriere di Brescia i responsabili locali di Fim e Fiom hanno fatto sapere la loro aperta contrarietà. Non un’opposizione ideologica, ci hanno tenuto a dire, ma la critica di “improvvisazione” rivolta agli industriali e la richiesta di “pianificare” la produzione. Sintesi: “Non si può ridurre la politica industriale a un bonus”. Il tutto, in epoca di bassi salari, senza ovviamente scomunicare gli operai che hanno accettato di lavorare a Pasqua e Pasquetta (“comprendiamo le loro motivazioni”). Per non infiammare gli animi e rischiare l’autogoal Confindustria Brescia fa sapere “di non essere stata coinvolta dall’iniziativa” che riguarda singole aziende, per di più con contratti di secondo livello differenti tra loro. Quanto a Pasini coinvolto sia in quanto proprietario della Feralpi sia presidente di Confindustria Lombardia il suo sforzo va nella direzione di non umiliare i sindacati. “Se il lavoro straordinario dei giorni super festivi dovesse diventare strutturale credo che bisognerà trovare un accordo con i sindacati, come l’abbiamo trovato tempo addietro per i sabati e le domeniche”.

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