Nuove da Siena

Nomine Mps, l'ultima complicata spiaggia di Lovaglio candidato ad da un ex socio del patto di sindacato di Mediobanca

Mariarosaria Marchesano

A lanciare la candidatura la holding di Pierluigi Tortora, industriale di buone relazioni. Si cercano consensi tra il variegato azionariato di Mps per avere un pacchetto determinante da far confluire nella seconda votazione

Alla fine lo ha fatto. Luigi Lovaglio, l’ad di Mps “escluso” dalla lista del consiglio di amministrazione uscente, che ha indicato Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi come candidati ad, scende in campo con una lista  “alternativa” presentata da un azionista di minoranza della banca senese: Plt Holding, che fa capo alla famiglia Tortora, titolare di una quota pari all’1,2 per cento. “Il candidato ceo, Luigi Lovaglio, è la persona che ha guidato la Banca con successo nel completamento dell'azione di ristrutturazione avviata in passato e ha dato un contributo essenziale nel tracciare le linee di sviluppo del prossimo futuro”, spiega Pierluigi Tortora, presidente del gruppo che opera in campo energetico. Candidato alla presidenza della lista è Cesare Bisoni, professore emerito di economia all’Università di Modena e già presidente del gruppo Unicredit dal 2019 al 2021. 
 
Affidarsi a un industriale di buone relazioni (Tortora è stato un socio influente del Patto di sindacato di Mediobanca nell’era Nagel) è l’estremo tentativo di Lovaglio per tornare al centro della scena facendo presagire un’assemblea infuocata il 15 aprile per il rinnovo delle cariche del Monte. L’iter è tutt’ora oggetto di un serrato confronto tra l’attuale consiglio della banca senese presieduto da Nicola Maione e la Bce per la verifica dei requisiti dei candidati. Si tratta del cosìddetto Fit and Proper, applicato in tutti i paesi dell’Unione europea, ma che solo In Italia prevede una “validazione ex post” da parte della vigilanza europea degli amministratori eletti dall’assemblea.
 
Plt holding ha spiegato di credere che la lista con Lovaglio candidato ad possa essere una proposta “aperta”, rivolta a tutti gli azionisti che si riconoscano negli obiettivi e nei principi fondanti dell’iniziativa, per la crescita di valore della banca a favore dei propri stakeholders”. Parole che fanno supporre che questa lista sia a caccia di consensi nel variegato azionariato di Mps, ma che, secondo alcune stime, non dovrebbero superare il 20 per cento del capitale. Troppo poco per vincere, ma abbastanza per fa confluire voti su uno dei tre candidati della “terna” proposta dal consiglio uscente (Palermo-Passera-Vivaldi) nel secondo giro di votazioni previsto dalla procedura della Legge Capitali, che equivale a una sorta di “ballottaggio” sui nomi. 
 

Insomma, il gioco delle liste è aperto con la possibilità di colpi di scena. Secondo le ultime indiscrezioni riportate dal Corriera della Sera, Corrado Passera, sarebbe disponibile all’incarico di ceo di Mps “a determinate condizioni”. Che vinca il migliore.