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editoriali

La Bce non rassicura i mercati

Redazione

Christine Lagarde, lancia segnali preoccupati e lascia aperta la strada al rialzo dei tassi

La guerra in medio oriente ha reso le prospettive significativamente più incerte, generando rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica”. E’ bastato questo commento della Bce ieri, al termine della riunione che, come da previsione ha lasciato invariati i tassi, per buttare giù tutte le Borse europee in una giornata in cui la crisi in Iran si è aggravata con un gruppo di paesi (compresa l’Italia) che ha accettato di contribuire a mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz come richiesto dagli Stati Uniti. Secondo, la banca centrale europea, guidata da Christine Lagarde, nello scenario peggiore l’inflazione nell’Eurozona salirà al 4,4 per cento e la crescita scenderà allo 0,4 per cento. Insomma, l’Eurotower non ha toccato il costo del denaro ma ha detto che “ci sono rischi di guerra”.

   

Gli investitori hanno venduto per tutta la giornata, da Francoforte a Madrid, da Parigi a Milano, dove sono stati particolarmente penalizzati i titoli bancari più sensibili all’aumento dello spread. Il conflitto in corso avrà un “impatto rilevante” sull’inflazione a breve termine tramite i “rincari dei beni energetici” mentre le implicazioni a medio termine “dipenderanno dall’intensità e dalla durata della guerra nonché dal modo in cui le quotazioni dell’energia influenzeranno i prezzi al consumo e l’economia”. La presidente Christine Lagarde ha tenuto a sottolineare che la Bce è ben posizionata per affrontare l’incertezza generata dalla situazione in Iran, con un livello di inflazione al 2 per cento e l’economia dell’Eurozona che ha dimostrato una buona capacità di tenuta negli ultimi trimestri. Ci sono spalle larghe, insomma. Una valutazione condivisa da diversi operatori di mercato che riconoscono a Lagarde l’avere spento la fiammata inflazionistica che si è accesa con la crisi Ucraina del 2022. Ciò non toglie, però, che un peggioramento delle aspettative così drastico preannunci un aumento dei tassi non troppo lontano. Secondo alcuni analisti, già nella prossima riunione del 30 aprile.

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