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editoriali
Benzina scontata, sanità tagliata: il prezzo nascosto del decreto carburante
Il nuovo decreto per rispondere all'emergenza energetica taglia stanziamenti a più ministeri con criteri che non vengono mai illustrati pubblicamente e consente di evitare qualsiasi confronto politico. Si fa il pieno di benzina, in riserva la Salute
Un governo che taglia la Salute per fare benzina. Non è uno slogan dell’opposizione. E’ scritto nero su bianco nell’allegato 1 del decreto Carburante approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Oltre 86 milioni di euro sottratti al ministero della Salute per finanziare uno sconto temporaneo di venti giorni alla pompa. Una misura emergenziale pagata con tagli lineari. Il comunicato di Palazzo Chigi annunciava venticinque centesimi di sconto al litro su benzina e gasolio. Un sollievo per le famiglie stremate dai prezzi impazziti dopo che la guerra in Iran ha trasformato lo stretto di Hormuz in una miccia geopolitica. Fin qui, tutto comprensibile. Ma in ballo ci sono oltre 527 milioni di euro complessivi di tagli lineari, spalmati su tutti i dicasteri. Terzo taglio per entità, dopo Economia e Infrastrutture: il ministero della Salute, con oltre 86 milioni di euro. Partiamo dalla logica, che è quella dei tagli lineari: si prende la spesa totale necessaria, la si divide tra i ministeri secondo criteri che non vengono mai illustrati pubblicamente, e si chiede a ciascuno di trovare le risorse tagliando i propri stanziamenti. E’ il metodo più semplice, il più rapido e il più ingiusto. Semplice, perché non richiede alcuna analisi delle priorità. Rapido, perché evita qualsiasi confronto politico su dove sia giusto o sbagliato tagliare. Ingiusto, perché tratta come equivalenti realtà profondamente diverse: tagliare 86 milioni alla Salute non è esattamente una scelta neutra. E veniamo al numero. Ottantasei milioni di euro non sono uno spicciolo contabile. Eppure, è esattamente quello che il governo ha fatto, guardandosi bene dal comunicarlo. Perché proprio la Salute e in misura così rilevante? Quali voci di spesa verranno compresse? Sono domande a cui il governo non ha ancora risposto e che il Parlamento dovrà porre in sede di conversione del decreto. Nel mentre, resta questa certezza: venticinque centesimi in meno al litro per tre settimane e ottantasei milioni in meno alla Salute. Fate voi il conto di cosa convenga di più.
equazione a tre incognite