Editoriali
L'euro digitale non è una barzelletta
Quanto pesano gli interessi americani sulla sovranità dei pagamenti europei. Il ruolo dell'eurodeputato spagnolo del Ppe Fernando Navarrete Rojas
Fernando Navarrete Rojas è l’uomo che ha dichiarato guerra all’euro digitale. Navarrete, eurodeputato del Ppe e strenuo oppositore del progetto della Bce che punta alla prima emissione nel 2029, sta partecipando a numerosi eventi per spiegare le sue ragioni. In sintesi: prima facciamo il contante digitale offline (vale a dire nei pagamenti diretti con persone e negozi) e poi, eventualmente, la versione online se i privati non saranno stati da soli in grado di trovare una soluzione efficace. In pratica, Navarrete pensa che a creare una moneta unica digitale, e la sua infrastruttura tecnologica, debba essere non l’eurosistema ma gli operatori specializzati. Peccato che, in Europa, il sistema dei pagamenti digitali sia sostanzialmente nelle mani di due colossi americani: Visa e Mastercard. Ed è proprio uno dei due, Mastercard, che ha sponsorizzato una colazione-dibattito sul tema che si svolgerà il 13 marzo alla Camera di Commercio spagnola in Belgio e Lussemburgo. L’evento ha un solo ospite d’eccezione: Navarrete, appunto, la cui foto campeggia sull’invito giusto a ridosso del logo dello sponsor. La locandina sta rimbalzando tra gli addetti ai lavori di Bruxelles e creando un certo imbarazzo al Parlamento europeo dove, peraltro, il rapporto di Navarrete, che tenta in tutti i modi di affondare il progetto, è stato bombardato da migliaia di emendamenti. Navarrete appare sostanzialmente isolato tant’è che a Strasburgo si sta lavorando a una nuova versione del rapporto che tenga conto degli input dei gruppi politici, compreso lo stesso Ppe in cui le posizioni sull’euro digitale sono diversificate (per esempio, gli eurodeputati di Forza Italia sono tutti a favore). Di recente, questo giornale ha evidenziato l’anomalia di Visa unico sponsor dei giochi di Milano Cortina, con impossibilità di pagare qualsiasi cosa con altre carte di credito. Ma almeno lì c’era da godersi uno spettacolo, pur restando senza cibo e acqua, mentre chi andrà all’incontro del 13 marzo ascolterà qualcuno che se la canta e se la suona per il piacere del suo sponsor.