Ansa
Editoriali
Italia, il fisco peggiore d'Europa
A penalizzarci non è solo la pressione fiscale, ma anche i suoi bizantinismi, che rendono il sistema molto distorsivo e potenzialmente vantaggioso per chi sa navigare nella miriade di eccezioni, deduzioni, detrazioni, regimi speciali. Lo studio della Tax Foundation
L’Italia ha il peggiore fisco d’Europa. Lo dice la Tax Foundation nella sua classifica annuale sui sistemi tributari europei, che include i 27 membri dell’Ue più Svizzera, Turchia, Regno Unito, Norvegia e Islanda. Lo studio si concentra su cinque aree: tassazione del reddito d’impresa, del reddito delle persone fisiche, dei consumi, dei capitali e dei redditi esteri. All’interno di ciascuna di esse, i ricercatori della Tax Foundation guardano a due aspetti in particolare: la competitività (la capacità di attrarre basi imponibili tenendo sotto controllo le aliquote marginali) e la neutralità (la minimizzazione delle distorsioni). Il paese più avanzato, sotto questo profilo, è l’Estonia, seguita da Cipro e Svizzera. A chiudere la classifica ci sono la Spagna, la Francia e l’Italia.
Del nostro paese, la Tax Foundation scrive che “ha il sistema fiscale meno competitivo, a causa delle sue molteplici imposte patrimoniali distorsive, con prelievi separati sui trasferimenti immobiliari, sulle successioni e sulle transazioni finanziarie, oltre a un’imposta patrimoniale su determinate attività. L’aliquota Iva relativamente elevata, pari al 22 per cento, si applica a una base imponibile ristretta che copre solo il 43 per cento dei consumi, evidenziando lacune sia nelle politiche sia nell’applicazione delle norme”. Viceversa, l’Estonia ha un’aliquota Ires del 22 per cento che si applica solo agli utili distribuiti, una flat tax del 22 per cento sui redditi individuali e una tassazione patrimoniale moderata. A penalizzare l’Italia, quindi, non è solo la pressione fiscale – che l’altro nel 2025 è salita al 43,1 per cento, livello tra i più alti d’Europa – ma soprattutto i suoi bizantinismi, che lo rendono molto distorsivo e potenzialmente vantaggioso per chi sa navigare nella miriade di eccezioni, deduzioni, detrazioni, regimi speciali. L’Indice sulla qualità dei sistemi tributari della Tax Foundation coglie perfettamente i limiti e i vincoli di un paese che pare fondato più sugli azzeccagarbugli che sul lavoro. Quando la politica piange sullo zero virgola di crescita, dovrebbe partire da qui.