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dalla stampa estera

I treni di Sncf più vicini all'alta velocità italiana

Redazione

Dopo aver presentato ricorso, la compagnia francese attende di ottenere gli slot ferroviari necessari per portare i suoi treni in Italia. Si farebbe così spazio a un terzo operatore, in diretta concorrenza con Trenitalia, che opera anche in Francia, e Italo Treno

Il mercato ferroviario italiano dell’alta velocità si appresta ad aprire le porte alla francese Sncf. Secondo quanto ha verificato Les Echos, la compagnia ferroviaria sarebbe prossima a ottenere parere favorevole in merito all’assegnazione degli slot orari richiesti, dopo un ricorso legale avviato nel 2024 e un’intensa attività di interlocuzione con le autorità. L’azienda, che già in Francia si confronta con la concorrenza di Trenitalia, conferma di essere in attesa delle decisioni dell'autorità.

Attraverso la controllata Sncf Voyageurs, il gruppo punta a lanciare collegamenti domestici ad alta velocità in Italia, sfidando Trenitalia e Italo Treno, attivi sul mercato dal 2012. Il progetto prevede l’introduzione di treni a due piani a marchio Ouigo, finora assenti nel paese, lungo i principali assi Torino-Milano-Roma-Napoli e Torino-Milano-Venezia.

In una prima fase, Sncf aveva giudicato insoddisfacente la proposta di assegnazione degli slot, sia per quantità — inizialmente il 30 per cento, poi il 15 per cento dei 14 collegamenti giornalieri richiesti per un periodo di 15 anni — sia per qualità, a causa di tempi di sosta ai capolinea ritenuti eccessivi e penalizzanti per l’equilibrio economico del servizio. Dopo aver rifiutato la firma dell’accordo quadro, nell’estate 2024 la società si è rivolta all’autorità italiana della concorrenza, che ha avviato un’indagine per presunto abuso di posizione dominante nei confronti del gruppo FS, azionista del gestore dell’infrastruttura RFI.

L’ipotesi attuale, secondo Les Echos, prevede un portafoglio iniziale di 18 rotte, con prevalenza sulla direttrice Torino-Roma-Napoli. L’avvio commerciale, inizialmente previsto per il 2026, slitterebbe alla fine del 2027, nella migliore delle ipotesi.

Nel confronto con il governo italiano, Sncf avrebbe richiamato l’esperienza del mercato spagnolo dell’alta velocità, aperto a tre operatori e caratterizzato, secondo studi citati dal quotidiano francese, da un ampliamento della domanda e da una riduzione dei prezzi. Un’analisi dell’Università Bocconi del 2025 stima che l’ingresso di un terzo operatore in Italia potrebbe determinare, a regime, un calo medio delle tariffe del 7 per cento e un impatto economico positivo annuo di circa 482 milioni di euro.

La compagnia francese prevede di offrire fino a 10 milioni di posti l’anno e di trasportare circa 7 milioni di nuovi passeggeri, con biglietti fino al 20 per cento più economici. L’obiettivo dichiarato è raggiungere una quota del 15 per cento del mercato entro il 2030.

Restano tuttavia tre nodi operativi, il più importante dei quali è l’individuazione di un sito di manutenzione sul territorio italiano. Né Trenitalia né Italo avrebbero manifestato disponibilità a ospitare il concorrente nei propri impianti, rendendo possibile la creazione di una struttura dedicata.

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