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Editoriali
Meno dazi, meno ipocrisie
Meloni punta al libero scambio con l’America. Giusto, ma non basta
Basta dazi: per Giorgia Meloni, è il momento che l’Unione europea e gli Stati Uniti creino un’unica area di libero scambio. La proposta della premier appare molto assennata e rappresenta un tentativo di uscire dallo stallo in cui la Corte Suprema, bocciando le tariffe del Liberation Day, ha gettato i rapporti transatlantici. Da un lato, infatti, il presidente Donald Trump deve trovare una nuova linea dopo che la misura su cui aveva investito maggiormente dal punto di vista comunicativo è stata spazzata via. Dall’altro, la stessa Europa deve smarcarsi dall’accordo siglato sotto la minaccia dei dazi reciproci, perché quel rischio è venuto meno. Bene, quindi, lasciarsi alle spalle questa fase conflittuale e cercare una soluzione più costruttiva. Sfortunatamente, il “lodo Meloni” dovrà sconfiggere tre nemici. Il primo è proprio l’inquilino della Casa Bianca: se Trump avesse voluto liberalizzare gli scambi, avrebbe fatto esattamente l’opposto di quanto ha invece messo in pratica.
Del resto, la proposta più avanzata in tal senso – la Transatlantic Trade and Investment Partnership (Ttip) –, dopo anni di trattative, venne affossata proprio da Trump nella fase iniziale del suo precedente mandato. Il secondo nemico è Bruxelles: a dispetto della retorica liberoscambista, gli istinti protezionisti non sono mai stati venuti meno. Lo dimostra il voto del Parlamento Ue per chiedere un parere alla Corte di giustizia sul trattato col Mercosur, nella speranza di allontanarne l’entrata in vigore (sebbene la Commissione abbia scelto di procedere con l’applicazione provvisoria). Il terzo nemico è anche il più insidioso: la stessa Meloni, quando era all’opposizione, sparava a palle incatenate sul Ttip, vedendovi l’ombra degli gnomi di Zurigo o chissà quale altro complotto neoliberista. Non è la prima volta che la leader di FdI cambia idea e non saremo certo noi a criticarla: servirebbe, però, che queste giravolte fossero debitamente motivate, in modo da convincere quelli tra i suoi seguaci e alleati che non si sono accorti, non hanno compreso o non vogliono accettare il contrordine compagni.