Poste-Tim, l'azzardo che paga: nel 2027 maxi-cedola da 100 milioni

Mariarosaria Marchesano

Del Fante presenta i conti record del 2025 (2,2 miliardi di utili) e accelera sulle sinergie: valore della quota raddoppiato in un anno, migrazione di PosteMobile su rete Tim e trattative per salire nel Polo Strategico Nazionale

Quando Poste italiane è entrata in Tim, a marzo 2025 a cavallo della cessione della rete fissa e con l’urgenza di dare un assetto stabile all’azionariato, forse non avrebbe scommesso sul fatto di potere in tempi ragionevoli ricevere dei dividendi. Invece, come ha spiegato l’ad Matteo del Fante durante la presentazione dei risultati 2025 e dell’aggiornamento della strategia finanziaria, Poste riceverà una cedola di 100 milioni nel 2027 per la partecipazione azionaria (27,3 per cento) detenuta nel gestore telefonico, il cui valore di mercato, è più che raddoppiato in un solo anno.

Le cose cambiano in fretta e le potenziali sinergie che per Poste italiane stanno emergendo da questa alleanza, fortemente voluta dal governo Meloni anche a scapito (per adesso) di altre possibili aggregazioni nel settore telefonico, sono molteplici e “di lungo periodo”. Tali sinergie si concentrano sulla migrazione di PosteMobile sulla rete Tim, risparmi sui costi operativi e collaborazioni in ambiti digitali, cloud, cybersecurity e servizi energetici. Una novità è la trattativa per l’acquisto da parte di Poste della quota del 20 per cento detenuta da Cdp nel Polo strategico nazionale, l’asset che fornisce alle pubbliche amministrazioni tecnologie e infrastrutture cloud avanzate. Gli altri azionisti del Polo sono Tim (che è il maggior socio), Leonardo e Sogei. Intanto, la società di Del Fante archivia il 2025 con un nuovo record nei risultati con ricavi in crescita (13,1 miliardi, più 4 per cento rispetto all’anno precedente) e la redditività più alta mai registrata (2,2 miliardi di utili, più 10 per cento). “La performance – ha detto l’ad – è stata rilevante in tutte le aree di business grazie al contributo di una dinamica commerciale solida, una disciplina dei costi rigorosa e consistenti rendimenti del portafoglio investimenti”. La fusione tra Bancoposta e PostePay e l’unificazione del business energia e tlc sotto la capogruppo rappresentano, infine, due passaggi di un nuovo progetto strategico atteso per la fine di quest’anno.