Foto:Ansa.

Editoriali

L'inflazione americana è più bassa delle attese. Buone notizie per Warsh

Redazione

A gennaio i dati sono migliori del previsto e riducono la pressione sulla Federal Reserve. Così la banca centrale guadagna tempo su Trump che spinge per più tagli

Contro ogni aspettativa, l’inflazione americana registrata a gennaio è più bassa del previsto e riduce la pressione sulla Federal Reserve. L’indice dei prezzi al consumo ha infatti rallenta al 2,4 per cento annuo dal 2,7 di dicembre; mai così bassa da maggio 2025. Il dato riflette soprattutto energia e beni con i prezzi della benzina in discesa. Anche l’inflazione “core”, quella al netto dei prezzi dei generi più variabili, è al 2,5 per cento.

Questo dato sicuramente è stato ben accolto da chi si augura una serena transizione verso la prossima guida della banca centrale. Donald Trump ha infatti indicato Kevin Warsh per la presidenza della Fed, con il mandato di Jerome Powell in scadenza a metà maggio. Ma, come fa notare, Reuters, la Casa Bianca non ha ancora trasmesso formalmente la candidatura.

Intanto anche il mercato del lavoro non mostra segni di indebolimento. Nel report di gennaio il Bureau of Labor Statistics registra 130.000 nuovi posti e un tasso di disoccupazione al 4,3 per cento, in calo dal 4,4. È abbastanza per dire che l’occupazione appare più solida di quanto temuto.

Con inflazione in rallentamento e il mercato del lavoro che regge, la Fed può permettersi di restare ferma, senza forzare tagli immediati; almeno per ora. Ma, come fa notare anche il Wall Street Journal, non basta una disoccupazione bassa, né un singolo mese favorevole, per riaprire la discussione sui tagli. I funzionari della Fed vorrano infatti vedere per diversi mesi prove che le pressioni si stanno attenuando e che le imprese non trasferiscono ai consumatori i maggiori costi legati ai dazi. I prossimi mesi saranno cruciali, anche alla luce del rinnovo dei listini dei prezzi dei beni importati negli Usa che viene, per la maggior parte delle aziende, rinnovato tra gennaio e febbraio di ogni anno. In ogni caso, per ora il punto non è indovinare la prossima mossa, ma registrare i dati: tutto sommato, positivi.