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It's the economy…

L'eterno conflitto della sinistra con l'aritmetica e il buonsenso

Roberto Perotti

Superbonus, età pensionabile, stime fantastiche legate al Pnrr. Sarebbe meglio pensare all’ordinaria amministrazione

L’economia italiana galleggia, senza infamia e senza lode almeno rispetto a tanti paesi  europei. Il governo si può permettere di fare poco, ed evita così anche di fare danni  macroscopici (a parte un dirigismo d’altri tempi sul sistema bancario e finanziario). Questo lascia l’opposizione spiazzata, e la costringe a gridare alla catastrofe anche dove il governo, come nella recente legge di Bilancio, fa oggettivamente poco o nulla, nel bene o nel male. Personalmente non ho una diagnosi certa del perché l’economia italiana galleggi, né ho una ricetta magica per una crescita più entusiasmante. Mi permetto però di dare alcuni suggerimenti all’opposizione, per cambiare un approccio alla politica economica che la sta condannando alla irrilevanza, e per buoni motivi. 

La guerra al buonsenso e all’aritmetica. Può sembrare ovvio, ma il primo passo è di smettere di pensare di essere più furbi del buonsenso e dell’aritmetica. Prendiamo il Superbonus e i vari bonus edilizi nel decreto Rilancio del 2020, votato dai partiti dell’attuale opposizione.  Ad oggi sono costati  230 miliardi, circa sei volte la stima iniziale. Credo che in cuor loro tutti si siano resi conto della follia di un provvedimento che regalava un tetto nuovo ai proprietari di migliaia di villette. 

                                    

Uno dei  padri del provvedimento era un deputato M5s, per il quale esso era uno strumento per applicare una teoria monetaria bizzarra.  Come mi disse un alto dirigente del Movimento, i deputati 5s (e suppongo molti altri) lo votarono senza comprenderlo. Per altri era semplicemente un metodo furbo e intelligente per far ripartire velocemente  l’economia.

Eppure bastava il buonsenso per comprendere che se la Fiat promettesse di regalare   un’automobile a ogni italiano che faccia domanda, e di aggiungere il 10 per cento del valore dell’auto come premio, andrebbe in bancarotta in un pomeriggio – e farebbero domanda moltissimi che non hanno alcun bisogno di un’altra automobile.  C’è un motivo evidente  per cui un credito d’imposta del 110 percento non ha precedenti nella storia dell’umanità.

Oppure prendiamo la recente mozione di alcuni deputati Avs, M5s e Pd (tra cui la capogruppo alla Camera) che chiede al governo di abolire il meccanismo automatico di aumento dell’età pensionabile. E non c’è da preoccuparsi perché – sostiene la mozione – con il passaggio al contributivo non c’è più relazione tra età pensionabile e sostenibilità della spesa per pensioni. Anche questo è il frutto di una profonda incomprensione di come funziona il sistema contributivo. Ma anche in questo caso basterebbe il buonsenso: se la vita attesa si allunga di sei mesi e l’età pensionabile non cambia, in media ogni pensionato percepirà sei pensioni mensili in più. Come si possa sostenere che la spesa pensionistica non aumenterà è un mistero. Infatti secondo la Ragioneria l’abolizione dell’adeguamento automatico porterebbe a un aumento del debito per 400 miliardi tra venti anni. E’ legittimo volere pensioni più alte; non è costruttivo supportare questa richiesta con argomentazioni fattualmente e macroscopicamente errate, perché  in mezzo ballano 400 miliardi.

                                      

Il gigantismo. Il secondo peccato originale dell’opposizione è l’eterna illusione della “grande scossa”, l’idea che sia sufficiente schiacciare un tasto e  votare una legge da centinaia di miliardi per avviare finalmente l’economia italiana su un cammino glorioso di crescita perenne. Con questa idea dura a morire  abbiamo impegnato in poco più di un anno, tra il maggio 2020 e l’estate 2021, oltre 400 miliardi (circa il 20 per cento del pil) per il Superbonus e il Pnrr.  Così facendo abbiamo ipotecato il futuro: dopo aver speso decine di miliardi per rifare i tetti delle villette, l’opposizione ora grida allo scandalo perché non si trovano 5 miliardi per la priorità numero uno degli italiani, la sanità

Aggiungiamo a questo l’ossessione per i grandi eventi:  Olimpiadi, Europei, Mondiali, Expo, l’anno di questo, la giornata di quello, giustificati con previsioni di benefici economici insensate. E’ così che è stato venduto il Pnrr ai deputati e agli italiani tutti: solo per la riduzione dei tempi della giustizia (che peraltro nonostante la propaganda non si è mai avverata, come è verificabile dati alla mano)  governi successivi hanno  propagandato benefici futuri per 600 miliardi, a fronte di un costo presente di 2,5 miliardi. Con delle stime così fantastiche come dire di no? E’ così che l’opposizione attuale, allora al governo, si è abbeverata compiaciuta alla fonte del sonno della ragione. 

Ma evidentemente non era ancora abbastanza, perché poco dopo, nel 2022, il programma elettorale del Pd conteneva 86 proposte di aumenti di spesa e 21 di tagli di tasse,  a fronte di quattro proposte di aumenti di tasse e zero di riduzioni  di spesa. 

Pensare in piccolo. Un prerequisito essenziale perché l’opposizione torni a essere rilevante e costruttiva è  un cambiamento di prospettiva, che richiede di  passare dal gigantismo al pensare in piccolo. E’ un cambiamento impegnativo, se paragonato alla facilità di votare la legge del Superbonus.

Prendiamo l’altra grande priorità sociale insieme alla sanità, le periferie e l’integrazione di tanti giovani, temi su cui Superbonus e Pnrr hanno avuto un impatto praticamente nullo. Anche qui i problemi non si risolvono in un anno, né con una singola misura. Ma una componente essenziale di qualsiasi approccio è quasi certamente lo sport: un modo efficace per tenere i ragazzi lontano dalle strade, per integrarli, e per aumentare le opportunità di interazione sociale sana e l’autostima.  Questo richiede interventi capillari: costruire piscine, campi di calcio, basket, tennis; poi bisogna mantenerli, per evitare che diventino  appannaggio e luogo di formazione della piccola criminalità e che degradino fisicamente, mandando esattamente il segnale sbagliato. Poi bisogna organizzare le attività, coinvolgendo allenatori, educatori  e società sportive.  Tutto questo richiede interventi capillari, progettualità, coordinamento con i governi  locali, le forze dell’ordine, le federazioni sportive. E richiede di stanziare fondi in modo credibile per il lungo periodo, esattamente quello che il Pnrr non ha fatto: quando scade quest’anno, molti programmi saranno azzerati all’improvviso e molti investimenti andranno progressivamente degradando come spesso succede in Italia. 

Insomma pensare in piccolo richiede di chinare la testa e programmare, ipotizzare i vari scenari, anticipare cosa può andare storto e pensare in anticipo ai rimedi. Il contrario di quanto avvenuto con il Superbonus e in parte con il Pnrr. Per questo i partiti di opposizione dovrebbero firmare un impegno all’ordinaria amministrazione e  una moratoria sull’amministrazione straordinaria.

E’ un segno delle priorità distorte dell’attuale opposizione, al governo quando le Olimpiadi furono proposte e approvate,  che mentre spendiamo 120 milioni  per la pista da bob, uno sport con forse dieci praticanti in Italia, e decine di milioni solo per ospitare quindici giorni di  eventi del ghiaccio a Milano, nella stessa città da anni almeno cinque  piscine comunali  (la metà delle piscine comunali milanesi) sono chiuse per mancanza di fondi di gestione, lasciando migliaia di giovani senza un punto di aggregazione soprattutto d’estate. C’è qualcosa di profondamente sbagliato in tutto questo, e l’opposizione ne ha una grossa responsabilità.

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