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una gabella inutile
Contro la follia della tassa etica
Una misura del tutto indifendibile che fa sottostare un professionista del settore a un'aliquota marginale del 68 per cento. Inoltre è inutilmente bacchettona, perché non dovrebbe spettare al fisco tracciare il confine tra ciò che è morale e quel che non lo è
Il paese europeo con l’aliquota marginale più alta sul reddito personale è la Danimarca, dove al di sopra dei 375 mila euro annui si paga circa il 60,5 per cento. Se vi sembra tanto, sappiate che c’è di peggio: in Italia, i redditi derivanti dalla produzione e distribuzione di materiale pornografico sono soggetti alla cosiddetta tassa etica, cioè un’addizionale Irpef o Ires del 25 per cento. Questo significa che un professionista del settore, con un reddito superiore a 50 mila euro (85 mila se forfettario), dovrebbe sottostare a un’aliquota marginale del 68 per cento, al netto di addizionali regionali e locali. La più alta al mondo. La cosiddetta tassa etica risale al 2006 ma ha acquisito importanza negli ultimi anni, col diffondersi delle piattaforme come OnlyFans e Patreon che hanno fatto emergere molti di questi professionisti (e i loro redditi). Si tratta di una evidente ingiustizia, visto che persone che svolgono legittimamente il proprio lavoro devono sostenere un carico fiscale incomparabilmente più alto rispetto a chi, pur con redditi analoghi, si dedica ad altre mansioni. E’ una norma inutilmente bacchettona, perché non dovrebbe spettare al fisco tracciare il confine tra ciò che è morale e quel che non lo è, e perché comunque non sarà certo questo tributo a far calare la domanda di contenuti a luci rosse. Ed è una gabella praticamente inutile ai fini del finanziamento della colossale spesa pubblica italiana, visto che il suo gettito è probabilmente limitato. Insomma: si tratta di una misura del tutto indifendibile. Hanno fatto bene i Radicali e i parlamentari Giulia Pastorella e Marco Lombardo di Azione a lanciare una campagna per eliminarla: oltre tutto, ai fini della sua applicazione sono considerati pornografici perfino contenuti che non mostrano atti sessuali espliciti, quali foto di mani o piedi. Ma al di là di questo, ciò che suona insopportabile è che il braccio del fisco si insinui nella vita privata delle persone.