(foto Ansa)
l'intervista
Biffi (Assolombarda): “Chi rema contro il Mercosur vota contro l'industria italiana e l'interesse nazionale”
Il presidente della principale associazione del sistema Confindustria: "L'accordo è una grande opportunità per le imprese. Sul nostro territorio l'interscambio vale due miliardi di euro"
“Il Mercosur è una grande opportunità per le imprese, è nell’interesse nazionale. Chi rema contro l’accordo, dal nostro punto di vista, vota contro l’industria italiana”, dice Alvise Biffi. E’ il presidente di Assolombarda, la principale associazione del sistema Confindustria che rappresenta oltre 7 mila aziende. Parla al Foglio all’indomani dello stop arrivato dal Parlamento Ue all’intesa commerciale con il Sud America. “Mi auguro in ogni caso che la parte dell’accordo cosiddetta ad interim possa entrare immediatamente in vigore e spero anche che la Corte si esprima in tempi ragionevoli, così da formalizzare il trattato in maniera definitiva”, dice Biffi mandando un messaggio alle istituzioni europee. La sua convinzione, ci spiega, è sostanziata dai numeri: “Già oggi il mercato legato al Mercosur, in termini di interscambio, vale in generale 14 miliardi per tutta Italia. Sul nostro quadrilatero – Milano, Monza Brianza Lodi e Pavia – parliamo di oltre due miliardi. L’accordo farebbe crescere significativamente questi numeri”.
Per dare un parametro, i principali mercati di riferimento per Assolombarda sono Stati Uniti, Francia e Germania: “Complessivamente arrivano a 7-8 miliardi ciascuno”. Per Biffi dunque “il Mercosur, che già oggi rappresenta una quota importante, può aiutare a farci crescere ancora, tra l’altro in settori chiave per l’industria della Lombardia quali chimica, farmaceutica e macchine utensili. In Sudamerica avrebbero grandi sbocchi, tanto più nel momento in cui si semplifica e si creano canali agevolati”. Varie forze politiche – dal M5s a una parte della sinistra – tuttavia si oppongono al Mercosur. Lo fa anche un partito come la Lega che agli interessi del Nord dovrebbe essere storicamente attento. Come se lo spiega? “Non entro nel merito delle singole scelte – premette il presidente – ma sinceramente fatico a capire la logica di certe decisioni. E’ un’occasione di sviluppo per il benessere delle imprese e del territorio. Chi si oppone, parlo di qualsiasi rappresentante politico, fa una scelta tafazziana”. Le principali riserve arrivano dal mondo dall’agricoltura, che lamenta una mancanza di reciprocità nell’accordo e teme un’invasione di prodotti con standard più bassi. “Non mi esprimo su queste valutazioni. Ma anche sull’agritech, la tecnologia applicata alla coltivazione, ci sono opportunità. E’ un altro settore in cui siamo forti e con il Mercosur possiamo rafforzarci”.
Per Assolombarda comunque non c’è solo il Mercosur. “E’ un'area importantissima, ma non l’unica. In un’ottica di diversificazione proprio ieri abbiamo firmato un memorandum con l’Abu Dhabi investiment office”. Cosa comporterà? “Vogliamo attrarre nuovi investimenti, fondamentali in questa fase complessa con i nostri storici partner commerciali”, risponde Biffi pensando alle turbolenze quotidiane che arrivano dagli Stati Uniti, ai dazi e ai conflitti. Cosa potrebbe fare allora il governo per le imprese? “Le aziende devono fare un salto sull’innovazione e sulla produttività. Questo agevola anche l’export. Per avere maggiore capacità di investimento tuttavia è importante una politica di sgravi fiscali e incentivi. A partire da Transizione 5.0. che andrebbe potenziata. Questa – conclude Biffi – è la strada da seguire”.