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Editoriali

La polemica sulle accise? Senza carburante 

Redazione

I prezzi seguono l’allineamento, smentendo la propaganda sulla “speculazione”

Secondo il “Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi” del Mase, guidato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin,  il “differente trattamento fiscale fra benzina e gasolio” valeva nel gennaio 2025 circa  3,1 miliardi di euro di gettito. Così il governo, dal 2023, ha deciso per un “riallineamento”, come disse Giorgetti,  delle accise per cercare un punto di equilibrio: aumento di 4,05 centesimi per il diesel e riduzione dello stesso importo per la benzina, per convergere entrambe a 67,26 centesimi. Con l’allineamento delle accise, c’era già chi si aspettava il solito copione della “speculazione”: il diesel che schizza più dell’aumento dell’accisa, la benzina che non scende quanto la rispettiva riduzione. Si tratta di quella stessa “speculazione” denunciata dal ministro Adolfo Urso all’inizio del 2023, dopo la fine degli sconti sulle accise per la crisi energetica, e che spinsero il Mimit a imporre il famoso “cartello” con il prezzo medio alla pompa per dissuadere i benzinai “speculatori”.

Alla fine, quel provvedimento è stato bocciato dal Consiglio di stato perché illegittimo e quindi stavolta, in assenza del “cartello” di Urso, la  “speculazione” ha potuto operare indisturbata. Cos’è successo? L’Unione energie per la mobilità (Unem), basandosi sui dati del Mimit, registra però che “la benzina è scesa in linea con la riduzione fiscale disposta con l’ultima Legge di Bilancio, mentre il gasolio è aumentato in misura inferiore rispetto all’incremento atteso”. Così il prezzo medio della benzina è sceso di 5 centesimi, mentre il gasolio è salito di prezzo ma meno dell’aumento dell’accisa: un incremento medio di 3 centesimi, anziché 4,05 (più Iva). Come sottolinea l’Unem, “anche in autostrada il trend è analogo: benzina meno 5 centesimi, gasolio più 3 centisimi”. Inoltre, tra fine dicembre e inizio gennaio, le rispettive quotazioni internazionali sono rimaste stabili. Quindi niente choc esterni. Che fine ha fatto, allora, la “speculazione”? Semplicemente, non c’è. Come non c’era quando la propaganda governativa concepì il suo inutile cartello.