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l'intervista

"Taxi in piazza contro Uber? È più redditizio lavorarci insieme". Parla il capo di itTaxi

Riccardo Carlino

Lo sciopero nazionale di oggi, il tavolo con Salvini di domani. "La partnership con il gigante tecnologico ci assicura oltre 4 milioni di corse l’anno. I nostri tassisti lavorano di più e siamo soddisfatti. Ma va riscritta la normativa, insieme agli Ncc", dice Loreno Bittarelli, presidente di Unione Radiotaxi

“Attaccare Uber non serve a nulla. Per i taxi è meglio lavorarci insieme”. Loreno Bittarelli, presidente dell’Unione Radiotaxi d'Italia e il consorzio itTaxi, parla al Foglio mentre i tassisti incrociano le braccia in tutta Italia fino a sera. Colpisce che ad aver proclamato questo sciopero siano state una ventina di sigle sindacali di eterogenea simpatia politica, da Usb e Cgil, fino a quelli solitamente più vicini a Palazzo Chigi come Ugl e Cisl. Tutti uniti per chiedere al governo, fra le altre cose, di intervenire sulla disciplina di utilizzo delle piattaforme di prenotazione online gestite da gruppi multinazionali. Leggasi Uber.

Taxi fermi, dunque. Ma non quelli di Uri e itTaxi. “Con Uber abbiamo siglato una storica partnership nel 2022”, dice Bittarelli. L’accordo tra il gigante internazionale e il consorzio consente infatti a oltre 12 mila taxi in circa 90 città italiane di ricevere corse Uber direttamente tramite l’app itTaxi. “Noi facciamo il servizio di trasporto e Uber fa l'intermediario. Per questo servizio noi gli paghiamo una percentuale del 7 per cento compresa l’Iva, la più bassa al mondo”, spiega il presidente. Che traccia un bilancio complessivo di questi anni di sinergia: “Uber ci assicura oltre 4 milioni di corse l’anno. I nostri tassisti lavorano di più, perché diminuiscono i tempi morti al parcheggio, e anche Uber è contenta perché produce profitti. Quindi siamo molto soddisfatti”. Della serie, se non puoi batterli unisciti a loro. “Se c’è un'opportunità in più per aver maggiore lavoro è bene utilizzarla. Del resto, il mondo va avanti e non puoi fermare l'evoluzione tecnologica – ragiona Bittarelli – Ma c’è anche chi si ferma al principio ideologici, alle battaglie di religione contro le multinazionali”.

L’occhio casca sul comunicato di Usb taxi. L’Unione sindacale contesta chi “ha venduto l’anima alle multinazionali” – cioè quelle che “orientano le decisioni politiche di Macron, Netanyahu e Biden” – ma anche chi “agisce per loro conto all’interno della categoria”. Fioccano poi accuse contro Uber, che fa “dell’elusione fiscale il proprio core business”, e si getta discredito alle Olimpiadi di Milano Cortina, sponsorizzate proprio dall’app. E allora vai di manifestazioni a Roma al grido di “Giorgia tu vuoi fa' l'americana ma sei nata in Italy”, con un corteo di 50 auto bianche per Roma e Matteo Hallisey, presidente di +Europa, aggredito a calci, pugni e sputi, come a un precedente sciopero dei taxi del maggio 2024.

                                      

Il solito copione poco fruttuoso, per il numero uno dell’Uri: “La verità è che dovrebbero scioperare contro se stessi. Per contrastare l'abusivismo e regolamentare il servizio degli Ncc, nel 2019 hanno chiesto ed ottenuto le modifiche alla legge 21 del ’92, la legge quadro che regolamenta il trasporto pubblico non di linea – spiega –. Ma in realtà l’hanno peggiorata, creando altri vuoti normativi. Hanno fatto un disastro”. Sui vari decreti arrivati nel tempo a favore del settore taxi e contro gli Ncc, la Corte costituzionale è intervenuta più volte, smantellandoli pezzo per pezzo. Prima dichiarando incostituzionale l’obbligo di rientro in rimessa dopo ogni servizio per gli Ncc, poi ritenendo illegittimo il blocco delle autorizzazioni per l’attività di noleggio con conducente. Fino a colpire anche il tentativo di introdurre un tempo minimo di attesa di almeno 20 minuti fra la prenotazione e l’inizio del servizio Ncc.

Adesso le sigle non sanno più che pesci prendere e che rispondere alla categoria. Quindi se la prendono con il governo. Ma questo caos non si risolve bloccando le città con gli scioperi”. Per Bittarelli, piuttosto, “Taxi e Ncc insieme devono riscrivere la normativa che ristabilisca gli ambiti operativi fra loro e parli chiaramente degli obblighi di servizio pubblico. Se, come accade oggi, sono a carico dei taxi e non del noleggio, è chiaro che non possono lavorare sullo stesso mercato alle medesime condizioni. Va ristabilito tutto di sana pianta, con una nuova legge più moderna.”

Matteo Salvini ha convocato tutti i sindacati al ministero dei Trasporti per domani. Sullo sciopero di oggi “non ho voluto interferire - ha detto il vicepremier - E’ giusto che ognuno rivendichi quello che ritiene di rivendicare”. Per Bittarelli, però, non sarà l'occasione giusta per fare ordine: “Sarà una baraonda, con le solite passerelle dove ognuno prende la parola, chi dice una stupidaggine e chi ne dice un'altra. E alla fine non si quaglia nulla”.