oltre le innovazioni
Il lungo futuro dell'auto che si trasforma ma resiste
Le innovazioni tecnologiche rendono obsoleti moltissimi oggetti, ma non le automobili: oggi sono più sicure, più connesse e sempre più centrali nella nostra quotidianità
Anche gli oggetti e gli strumenti conoscono la lotta per la sopravvivenza. O cambiano e si adattano o vengono cancellati dalle innovazioni che portano alla ribalta chi li sostituisce. Intere famiglie di oggetti e di strumenti sono scomparsi cancellati da varie innovazioni tecnologiche e dalla digitalizzazione. Ma ce ne è uno che non solo si è adattato ed è sopravvissuto, ma sembra destinato a un futuro ancora migliore: l’automobile. Amata e detestata, sempre considerata superata, responsabile di congestioni e inquinamenti, ma sempre più in auge. Piano piano, senza fare troppo rumore si è lentamente modificata aggiungendo nuove funzioni alla faccia di chi la definisce sempre uguale a se stessa: 4 ruote, un motore, una carrozzeria dall’inizio del ‘900 ad oggi. Erano qualche decina di migliaia all’inizio del ‘900, oggi sono quasi un miliardo e mezzo compresi i veicoli commerciali. Le innovazioni hanno riguardato varie aree: comfort, sicurezza, prestazioni, facilità di guida. Passo dopo passo le automobili che guidiamo oggi sono divenute completamente diverse da quelle del dopoguerra. E tutto è avvenuto senza grandi salti ma in modo graduale, come si conviene ad ogni processo evolutivo. Più una cosina che è nata da un’altra parte, ma ha fatto la differenza. Ripercorriamo questo percorso evolutivo. Il primo cambiamento è stato l’aria condizionata per tutti. Sembra poco, ma provate oggi a viaggiare d’estate senza. Il secondo fu il servosterzo: anche le signore potevano finalmente parcheggiare senza spezzarsi le braccia. Poi sono migliorate le condizioni di sicurezza. Carrozzerie più solide, cinture di sicurezza, airbag. Ed ora tutti gli automatici segnali di pericolo grazie a radar e visori vari che portano all’arresto dell’automobile in caso di potenziale collisione. Trent’anni fa perdevano la vita sulle strade italiane circa 7.000 persone, oggi sono meno di 3000. La metà della mortalità per incidenti domestici.
Il tempo passato in automobile ci è sempre apparso tempo perso, un sacrificio inevitabile, ma difficile da sopportare. Ma anche qui le cose sono cambiate. Prima sono venuti gli impianti hi-fi sempre più performanti, l’acustica degli abitacoli fa sì che probabilmente siano fra i posti migliori per ascoltare musica e le trasmissioni radio sono state sempre più disegnate proprio per gli automobilisti. Poi sono arrivati i navigatori che di tempo ce ne fanno risparmiare parecchio. Probabilmente il navigatore è una delle migliori tecnologie verdi che nessuno cita in quanto tali. Verdi? Provate a fare due conti. Se ciascuno di noi risparmia 10 ore all’anno grazie alle indicazioni dei navigatori e presumiamo un consumo di 5 litri all’ora (cautelativo) per 1,5 miliardi di veicoli in circolazione nel mondo fanno 75 miliardi di litri di carburante consumati in meno. Più il tempo risparmiato. E una bella riduzione della quota di CO2 prodotta dal traffico privato.
Ma il colpo decisivo, la cosina accennata sopra, è arrivata da tecnologie esterne al mondo automobilistico, ma da esso prontamente adottate. Vale a dire tutto il mondo della comunicazione telefonica wireless. L’automobile è diventata il posto migliore in cui tenere conversazioni telefoniche. Privilegio una volta riservato a pochi, oggi disponibile per tutti anche grazie all’ausilio dei comandi vocali e del vivavoce che consentono di parlare in tutta sicurezza. Ed ecco che magicamente quel tempo annoiato di un ingorgo urbano e di un lungo percorso autostradale diventa l’occasione per sbrigare telefonate di lavoro o chiacchierare con quegli amici per i quali non si trova mai il tempo per una telefonata. La telefonia mobile insomma ha abolito la separazione fra il tempo passato in auto e il normale tempo della vita e del lavoro. E scusate se è poco. Passare tempo in auto non è più la condanna di qualche tempo fa.
Ma alle porte, anzi già in corso, ci sono due delle rivoluzioni che faranno fare all’automobile un salto in avanti colossale. La prima riguarda la caduta di una delle accuse più pesanti rivolte all’automobile. L’inquinamento soprattutto negli spazi urbani. La sostituzione dei motori termici con i motori elettrici è in corso, prenderà molto tempo soprattutto ancora per i limiti delle batterie e la scarsità dei punti di ricarica, ma ogni giorno la situazione migliora. I vantaggi che il motore elettrico ha in termini di semplicità e di prestazioni sono evidenti. E’ solo una questione di tempo. L’altro salto in avanti, questo veramente epocale, è rappresentato dallo sviluppo della guida autonoma da parte dei sistemi di intelligenza artificiale. Già oggi ogni nuovo modello aumenta le funzioni di ausilio al guidatore. Su un’autostrada è possibile staccare le mani dal volante e lasciarsi condurre a destinazione. Ma qui stiamo parlando di una cosa diversa già perfettamente osservabile su molte strade americane. Auto senza conducente perfettamente in grado di destreggiarsi nel traffico urbano ed extraurbano. Automobili che puoi chiamare con il tuo smartphone e lasciarle dove desideri. Puoi mandarle a prendere tuo figlio a scuola o il tuo partner al supermercato. Nel frattempo in auto puoi fare quello che vuoi: scrivere, telefonare, amoreggiare, guardare un film, giocare con la PlayStation. Il tutto con l’assistenza di un’elettronica avanzatissima, che rende l’automobile perfettamente identica al tuo ufficio o a casa tua. Forse anche meglio.
Ho trascurato l’avanzamento nelle prestazioni dei motori, le migliori del comfort, gli aggeggi vari, i cosiddetti accessori, di cui puoi disporre. E soprattutto ho trascurato un bene che da sempre ha fatto la differenza, vale a dire la privacy per te e per i tuoi compagni di viaggio che l’auto ti garantisce. E ancora ho trascurato l’analogo miglioramento che ha riguardato i veicoli commerciali, compresi gli autotreni, la cui fatica nel guidarli si è ridotta di molto. Mentre il trasporto merci su gomma, compresi i corrieri di Amazon, non conosce crisi e gli strumenti di “fleet management” continuano a migliorare. La geolocalizzazione online dei veicoli è un altro asset che ne ottimizza l’uso. Piccolo particolare non trascurabile. Il gettito fiscale che l’auto assicura agli Stati. In Italia circa 30 miliardi di euro l’anno. E’ chiaro che con tutto questo po’ po’ di roba a bordo risulta impossibile spodestare il veicolo privato. Il trasporto pubblico può forse fare un po’ di concorrenza, ma la sua rigidità e i suoi costi per la collettività ne fanno comunque una scelta con molti limiti e senza la capillarità e la flessibilità che offre l’auto.
Dobbiamo quindi pensare che il loro numero continuerà ad aumentare? Non è detto. Paradossalmente proprio le ultime innovazioni, la guida autonoma su tutto, potrebbe favorire un passaggio, già avvenuto in altre aree economiche, dalla proprietà al servizio. Vale a dire il superamento della necessità di avere un’auto in proprietà, magari due o tre per famiglia, avendo la disponibilità di auto condivise pronte all’uso e facilmente rintracciabili. Probabilmente auto elettriche con la batteria sempre carica assicurata dal gestore e perfette per l’uso urbano. Poi chissà quali altre diavolerie, vedi applicazioni di AI, questo longevo mezzo di trasporto saprà adottare. Ma nessun altro oggetto ha saputo affrontare la doppia rivoluzione tecnologica di questi anni, quella digitale e quella energetica, con la sua stessa flessibilità e capacità di adattamento.
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