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Editoriali
Rimborsi record, applausi di troppo. Ma il conguaglio è un atto dovuto
Nel 2025, secondo il report dell'Agenzia delle entrate, i rimborsi alle famiglie e alle imprese sfiorano i 26,3 miliardi. Ma prima di esultare bisogna ricordare che non sono una mancia
Il 2 gennaio l’Agenzia delle entrate ha diffuso un comunicato dal titolo già risolto: “Rimborsi a famiglie e imprese nel 2025: è record”. Nel 2025, secondo il report, i rimborsi alle famiglie e alle imprese sfiorano 26,3 miliardi, l’8,5 per cento in più del 2024 (24,2 miliardi), e contano oltre 4,1 milioni di pagamenti (in termini di numero di transazioni). Se il record dovesse raccontare anche un salto di efficienza, di certo non si vede dal comunicato stampa: su tempi, arretrati e procedure, infatti, non c’è una riga. Dei 26,3 miliardi, oltre 20,8 miliardi sono rimborsi iva a imprese, artigiani e professionisti. Ma il comunicato non specifica a quale periodo si riferiscono quei crediti rimborsati.
Le imposte dirette sommano circa 5,3 miliardi: 3,5 miliardi riguardono l’Irpef, di cui 1,8 miliardi accreditati con bonifico o assegno a quasi 2,4 milioni di contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta, cioè fuori dal canale del rimborso in busta paga. A questi vanno aggiunti 1,8 miliardi di Ires e 169 milioni di euro di altre imposte. Prima di esultare al record di rimborsi, va ricordato però che il rimborso non è una mancia. Per l’irpef spesso significa trattenute superiori al dovuto, mentre per l’iva significa un credito che resta in attesa di essere liquidato. In entrambi i casi un record così, racconta anche quanta liquidità (a costo zero) è rimasta allo stato prima di tornare al mittente. E, che per mesi, quella liquidità non è nella disponibilità di chi l’ha maturata. Allora, vanno tenuti in mente, accanto al comunicato alcuni dati. Nel 2024 la pressione fiscale è stata del 42,5 per cento del pil e, nel 2025, è salita al 42,8 per cento. Inoltre, nel periodo 2022-2024 l’inflazione cumulata è stata di circa il 15-16 per cento. In euro correnti, tra inflazione e basi imponibili più alte, è normale che molte grandezze fiscali tendano a gonfiarsi, e allo stesso tempo i rimborsi dipendono anche da crediti, conguagli e tempi di lavorazione – non specificati. Dunque, se serve un “record”, è che la restituzione arrivi presto e senza bisogno di essere celebrata, perché non è altro che un atto dovuto.
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