Editoriali

Una manovra di transizione

Redazione

Tagli di tasse temporanei per i redditi medio-bassi e rinvio dell’aggiustamento. Ecco cosa prevede la legge di Bilancio

La Camera ha approvato definitivamente una legge di Bilancio tutto sommato equilibrata. La leva usata dal governo è un maggiore deficit di 0,7 punti che serve a finanziare una riduzione temporanea delle tasse, che rappresenta circa i due terzi della manovra da 24 miliardi: la proroga del taglio del cuneo fiscale per i redditi medio-bassi (sotto i 35 mila euro) che costa 10 miliardi e l’accorpamento della prima aliquota che vale 4 miliardi. L’impostazione è la stessa della manovra dello scorso anno, quando i due terzi vennero impiegati per aiuti temporanei contro il caro energia. Questa volta, lo sforzo del governo è per contrastare gli effetti dell’inflazione sui ceti medio-bassi. L’obiettivo è certamente corretto, perché rivolto principalmente a 14 milioni di lavoratori, ma ha il limite di non essere strutturale e distorsivo (al superamento della soglia, schizzano all’insù le aliquote marginali).

Altre voci consistenti sono impiegate per il rinnovo dei contratti della Pubblica amministrazione e per la sanità. Anche per far fronte all’aumento della spesa per interessi, il ministro dell’Economia ha correttamente cercato di limitare la crescita della spesa pensionistica attraverso una restrizione delle agevolazioni per la pensione anticipata e un taglio delle rivalutazioni sulle pensioni più grandi. Positiva la chiusura degli eccessi del Superbonus. Le critiche delle opposizioni sono demagogiche, dato che prevalentemente chiedono maggiore spesa che non è possibile. Il ministro Giorgetti rivendica  “prudenza e responsabilità” ma anche questo è eccessivo, dato che con proiezioni di crescita molto generose, privatizzazioni irrealistiche e un forte aggiustamento fiscale a partire dal 2025 il debito pubblico continuerà a non scendere per i prossimi anni. Ma probabilmente in una legge di Bilancio pre-elettorale, a giugno ci saranno le europee, era politicamente difficile fare di più. Dovrebbe essere considerata come l’ultima manovra espansiva, eppure nella maggioranza c’è la convinzione che sia l’ultima di austerity.

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