editoriali

Le condizioni per un salario minimo

Redazione

Meno ideologia e più concretezza per una misura   utile ma non miracolosa

Il segretario della Cisl Luigi Sbarra, nella relazione al congresso del sindacato ha detto un  chiaro no  al “salario minimo”, nonostante la proposta riscuota larghi consensi. Per la verità in Italia vige il principio che i contratti di lavoro (e quindi i minimi salariali  indicati) valgono per tutti: una forma di salario minimo già esiste  e su questo insiste il segretario della Cisl, che   si oppone ad “automatismi antistorici” che “farebbero uscire milioni di persone dalle buone tutele dei contratti”. In realtà, però, esistono ampie fasce scoperte: settori in cui non è chiaro a quale contratto si debba fare riferimento e prestazioni che non è chiaro se siano lavoro dipendente o autonomo. E’ proprio per coprire questo tipo di lavoro che nel 2015 il governo di Angela Merkel introdusse in Germania, dove pure c’è un sindacato forte, un salario minimo. In Italia il dibattito è condizionato dalle preoccupazioni delle organizzazioni sindacali e datoriali che temono una fuga dalla contrattazione. La soluzione del Pd consiste nel non indicare un valore monetario per il salario minimo, ma di fare riferimento ai minimi contrattuali del settore. Altri replicano che in questo modo non si darebbe soluzione a situazioni in cui il contratto non viene rinnovato da tempo. Il largo consenso nella società attorno al salario minimo risponde  a una sensazione,  fondatissima, di salari bassi e precarietà diffusa. Un minimo salariale può essere uno strumento utile ma il dibattito non va ideologizzato, anche perché la misura deve poggiare su basi  pratiche. Un punto fondamentale è  l’individuazione del livello che, in un paese con ampi divari territoriali di   produttività come l’Italia, non è facile da calibrare: se è troppo basso è inutile, se è troppo alto distrugge lavoro (soprattutto al sud). Pertanto, l’entità della paga oraria dovrebbe essere determinata da un’analisi tecnica e non dal “chi offre di più” in campagna elettorale. Solo così il salario minimo, pur non essendo una panacea, può tutelare alcune fasce di lavoratori senza essere un ostacolo alla contrattazione e all’occupazione.

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