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Dove guarda Axel Springer dopo l'opa di Kkr

Il colosso dei media tedesco uscirà dalla Borsa di Francoforte e avrà un gruppo ristretto di soci forti. L'obiettivo è consolidare il business degli annunci che assicura margini più elevati

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marchesano@ilfoglio.it

12 Giugno 2019 alle 18:13

Dove guarda Axel Springer dopo l'opa di Kkr

La sede di Berlino di Axel Springer (foto Imagoeconomica)

Milano. L'opa del fondo di private equity americano Kkr sul gruppo dei media tedesco Axel Springer è stata studiata nei dettagli e concordata direttamente con Friede Springer, vedova del fondatore del colosso che edita il quotidiano più venduto in Europa, la Bild. Dopo che Kkr avrà acquistato le quote di minoranza sul mercato, Axel Springer uscirà dalla Borsa di Francoforte, come ha fatto di recente anche l'editore Bertelsman, in modo che un gruppo ristretto di soci forti possa avere mano libera per decidere come si svilupperà in futuro il colosso. Il nuovo assetto societario dovrebbe vedere il fondo statunitense come azionista di controllo, seguito subito dopo da “lady Springer” e dal ceo Mathias Dopfner, che insieme detengono circa il 45 per cento del capitale.

 

L'offerta pubblica di acquisto annunciata stamattina valuta tutta la società tedesca 6,8 miliardi di euro (in seguito al lancio dell'opa il titolo è arrivato a guadagnare il 13 per cento) e promette un futuro di investimenti per Axel Springer, che attraversa una fase di difficoltà finanziaria dopo che negli ultimi dieci anni si è trasformato da editore tradizionale in grande gruppo media digitale cedendo le pubblicazioni cartacee, quotidiane e settimanali. I prodotti informativi online e i siti d'inserzione (cosiddetti classifieds) sono, infatti, i due principali settori di attività.

 

“Il nostro piano di crescita richiede significativi investimenti in persone, prodotti, tecnologie e marchi nei prossimi anni – ha spiegato Dopfner in un comunicato – Kkr è un partner focalizzato sul lungo termine che rispetta e supporta il nostro impegno per un giornalismo indipendente”. E alcuni analisti, dopo avere esaminato l'operazione – che prevede un prezzo di 63 euro per azione con un premio del 31,5 per cento – si sono sbilanciati nel dire che gli azionisti di minoranza di Axel Springer dovrebbero accettare “la buona offerta di Kkr considerando anche il profit warning che è stato lanciato sui conti di quest'anno e del 2020”. Come per dire che i piccoli azionisti, invece di attendere di incamerare perdite, dovrebbero approfittare per intascare il premio e uscire.

 

Il punto è che Axel Springer è sì riuscito a superare il guado realizzando la metamorfosi che l'innovazione digitale imponeva, ma non sono mancate le turbolenze a causa della chiusura di alcuni siti d'informazione che alla lunga non hanno retto le perdite. Ora, la prospettiva più concreta per il gruppo tedesco sembra essere quella di essere utilizzato in futuro da Kkr come piattaforma europea per ulteriori acquisizioni nel mercato dei “classifieds”, considerato un business particolarmente profittevole (uno dei siti più famosi è il portale sul lavoro StepStone) e guardato con crescente interesse anche da Google e da Facebook. In pratica, semplificando al massimo, l'intera operazione su Axel Springer servirà a consolidare un business che assicura maggiori margini che a sua volta andrà a finanziare la produzione di informazioni che rappresenta l'area più debole.

Mariarosaria Marchesano

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