La svolta di Di Maio e Salvini non convince gli inglesi

Gli analisti di Capital Economics prendono atto della fine delle campagne no-euro di M5s e Lega, ma temono si tratti di una mossa elettorale

La svolta di Di Maio e Salvini non convince gli inglesi

Luigi Di Maio (foto LaPresse)

Con una piroetta degna di Michail Baryšnikov, i sovranisti italiani hanno abbandonato, come se niente fosse, anni e anni di battaglie contro l'euro. Luigi Di Maio e Matteo Salvini, recenti ospiti del Forum Ambrosetti a Cernobbio, hanno ben pensato di mostrare il loro volto più “pulito” alle èlite che contano. È normale se punti a fare il presidente del Consiglio. Un po' meno se, fino all'altro giorno, spacciavi ai tuoi elettori referendum per uscire dalla moneta unica e intemerate contro i burocrati di Bruxelles sporchi e cattivi. Così la domanda che ora un po' tutti di fanno è una sola: siamo davanti ad una vera svolta? O piuttosto si tratta della più banale delle mosse elettorali?

 

A chiederselo, tra gli altri, sono anche gli analisti di Capital Economics, società di ricerca inglese, che in un report intitolato “L'Italia non è più un rischio?”, provano ad immaginare il futuro del nostro paese. E la loro attenzione si concentra proprio sul cambio di registro delle forze euroscettiche. Una, spiegano, la ragione che potrebbe aver convinto Di Maio e Salvini ad archiviare le loro storiche battaglie: l'idea che l'euroscetticismo, alla fine, non paghi in termini elettorali. Dopotutto non è un segreto, si legge, che uno dei motivi principali che ha portato alla sconfitta di Marine Le Pen in Francia è proprio il suo essere stata, fino alla fine, rigorosamente “no-euro”.

 

Ma nonostante questo secondo Capital Economics i rischi per l'Italia sono tutt'altro che finiti. Il primo riguarda l'incertezza politica che, sottolineano gli analisti, potrebbe aumentare con l'avvicinarsi del voto (e dopo). La seconda è che, nonostante i dati positivi di questi mesi, l'economia del nostro paese continua a mostrare performance inferiori a quelle del resto dell'Europa. E il terzo, forse il più interessante per capire la percezione che all'estero hanno dell'Italia, è che anche con la loro nuova casacca europeista, Di Maio (in primis) e Salvini restano fondamentalmente inaffidabili.

 

 

 

Cosa esclude che, una volta conquistato un gran numero di seggi alle elezioni, Lega e M5s tornino a cavalcare la linea no-euro? “Le parole di Di Maio - si legge nel report - suggeriscono la volontà del suo partito di rilanciare il referendum sull'euro se l'Unione non sarà disponibile a rivedere le proprie regole fiscali”. In Inghilterra cialtroni e clown non appaiono così convincenti come, purtroppo, accade in Italia.   

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi