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DI COSA PARLARE STASERA A CENA
Dall'Europa due segnali negativi per la Russia
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
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La marina francese, con la collaborazione di diversi altri paesi europei, ha abbordato nel Mediterraneo una nave della flotta ombra che trasporta petrolio e altri beni da e verso la Russia violando l’embargo. Il presidente francese ha dato la massima pubblicità all’operazione, per far capire che non verranno più tollerati i trasporti in contrasto con il divieto europeo e che, più in generale, è cambiata la linea comune verso la Russia. Le parole di Macron arrivano poco dopo che l’Ue e i paesi europei della Nato hanno ritrovato un modo per collaborare e convivere con gli americani e con le improvvisazioni trumpiane. Per i russi è un doppio segnale negativo. Che si unisce alle prime previsioni militari sul cambio netto di situazione in Ucraina. L’attacco russo ora ha colpito essenzialmente i civili, attraverso la distruzione delle infrastrutture energetiche. Ma, secondo osservatori internazionali, si tratta di un’ultima carta per il Cremlino, con gli equilibri della guerra destinati a passare a vantaggio dell’Ucraina una volta superato il durissimo inverno in corso.
A complicare le cose per la Russia ci si mette anche un’improvvisa schiarita nei rapporti tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump, cui, va ricordato, si unisce invece una reprimenda ucraina verso gli europei. Dal punto di vista strategico, tra navi sempre più intercettate ed economia che arranca, per Putin le cose si mettono davvero male. Con un vertice a tre tra Usa, Ucraina e Russia, possibile a brevissimo (per i russi sarebbe un’occasione per chiudere prima che i guai peggiorino, ma se Putin non molla avrà da fronteggiare qualche contestazione interna).
Le tre "cose" principali
Fatto #1
Com’è andata la improvvisa rappacificazione tra Usa e Ue sul destino della Groenlandia (anche questa sgradita a Mosca). Un po’ ha forzato le cose Mark Rutte, un po’ Trump ha approfittato della prima possibilità per poter dire di aver vinto senza colpo ferire, un po’ gli altri europei (e l’Italia ha avuto un ruolo primario) hanno usato molta abilità diplomatica per disinnescare il problema. Friedrich Merz punta su Giorgia Meloni per andare avanti sulla distensione.
Fatto #2
Non si sa bene che se ne farà, ma Trump porta a casa l’avvio del Board of peace con tanto di firme solenni, anche se non proprio dei migliori tipi in circolazione. D’altra parte, il coinvolgimento di paesi discutibili in un processo di pace può avere un senso, quasi di tipo pedagogico. Trump, in ogni caso, aveva detto che Gaza era il suo spazio di manovra e il mondo lo lascia fare a suo piacimento. Gli europei, tranne casi minori, si sfilano. Tutto storico ed eccezionalmente di successo (quanto se la canta e se la suona).
Giorgia Meloni incassa perfino il consenso di Maurizio Landini dopo aver invocato la costituzione italiana come impedimento alla partecipazione al board.
Fatto #3
Ai tedeschi non piacciono le spie russe in Germania.
Oggi in pillole
- Gli americani escono (di nuovo) dall’organizzazione mondiale della sanità (cosa che farà contenti alcuni leghisti nostrani)
- Un po’ di consumi in più in Italia e un po’ di crescita economica in più
- Ma non scherzate col Mercosur, cancellare l’accordo (come chiesto da sinistra, 5stelle e leghisti) sarebbe un problema
- Le ferrovie francesi, criticate perché non ammettono i bambini in alcuni vagoni (quelli dove ci dovrebbe stare chi viaggia per lavoro pagando di più), respingono le critiche e mantengono la linea contro i bambini (polemiche garantite)
- Sinners fa record di nomination all’Oscar