Di cosa parlare stasera a cena

La non spallata della destra e l'Europa che si richiude

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

    I risultati li vedete comodamente dal sito del Foglio, qui si propone una lettura del voto buona per cena. Insomma il succo è che il governo va avanti, la maggioranza si arrangia e si pesa ma regge, il consenso comincia a formarsi anche attorno a un’offerta politica di sinistra moderata (Eugenio Giani) e priva di aggressività innovativa, ma sostenuta abilmente dal già rottamatore Matteo Renzi. La Puglia resta una regione a sé, con sue logiche, ma il dato politico dice che comunque, anche nella lotta nel fango delle elezioni pugliesi, vince l’area più o meno governativa e non passano le spallate.

     

    Gli elettori marchigiani sembrano quelli che nessuno li aveva avvisati che il dress code della festa era cambiato e sono arrivati coi vestiti sbagliati. Hanno votato per la spallata, ma da soli, e ora sono gli unici ad aver svoltato a destra, molto a destra con un fratello d’Italia di stretta osservanza. Vantaggi per la regione non se ne vedono. Poi c’è Luca Zaia, ha stravinto e ha portato la sua lista a percentuali inebrianti, umiliando la lista leghista doc. Ma attenzione, non crea così un’alternativa politica, almeno non di politica nazionale. Si chiude, invece, nel suo Veneto, regione già abitata da pulsioni più isolazioniste che separatiste, e così si rende bello e impossibile per la scalata nazionale. Cosa che, peraltro, non ha mai detto di voler fare né, va detto anche questo, mai ha presentato un programma politico di rilievo fuori dalla sua regione. In sostanza è l’erede della Liga veneta, un passo indietro, a ben vedere.

     

    Nicola Zingaretti respira, guarda serenamente a chi nel Pd fa a gomitate, e soprattutto si dà una prospettiva al 2023 per il suo ruolo di socio forte del governo. Il referendum tiene buona la legislatura (al contrario di ciò che ritiene Vittorio Feltri) e rende giustizia ai meccanismi costituzionali, dimostrando che si può, dopo due No referendari, modificare la Carta senza farsi smentire dagli elettori. Insomma, torna in campo la possibilità di modificare il sistema istituzionale. Il sogno sarebbe che si lavorasse a renderlo più efficiente e qualche possibilità c’è. L’impegno immediato, invece, per chi governa, ora che si è fuori dalle forche elettorali, è quello di tradurre in atti comprensibili e visibili i benefici della politica economica sostenuta dal grande piano europeo di ricostruzione. Tra qualche giorno verranno nominati i commissari per guidare e accelerare il processo di realizzazione di 30 grandi opere pubbliche. Quella è un’occasione immediata per mostrare capacità e fattività e dare un senso alla prossima metà di legislatura

     

     

     

    Roberto Speranza continua a stupire (positivamente), anche con questa commissione

    Come si richiude la Francia

     

    E come si richiude Dublino

     

    E pure Madrid

    cosa tentano in Germania

    in Bielorussia oltre alle azioni delle squadre che portano via nei loro blindati oppositori e persone prese apparentemente a caso tra chi in strada dà anche solo l’impressione di voler esprimere il proprio dissenso si profila la nuova minaccia dell’arrivo di migliaia di militari addestrati russi per stringere ulteriormente la presa contro gli protesta. L’Europa si prepara alle sanzioni direttamente rivolte a Lukashenka e alla sua cerchia di potere. Ecco cosa dice il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas

     

    in Algeria fanno le elezioni anticipate dopo le modifiche costituzionali

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    il tour delle moschee

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