cerca

Le intercettazioni di Siri e il giudizio di Standard & Poor's

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

26 Aprile 2019 alle 18:38

Le intercettazioni di Siri e il giudizio di Standard & Poor's

Armando Siri (foto LaPresse)

Arriverà, vedrete, anche nella ribalta giornalistica e nello scontro politico, in questi casi ci vuole un po' di tempo, anche perché non si tratta di vicende proprio semplici da raccontare. Comunque il lavoro del Foglio prosegue per tentare di capire cosa è successo tra la Link University (l'ateneo preferito dai grillini) e un oscuro mediatore tra interessi russi e altri poteri. Negli Stati Uniti invece i pezzi del Foglio li leggono con attenzione.

 

 

Arriva Toto, cioè ritorna, nel capitale Alitalia, anche se quelli di Delta, come è noto anche loro della partita, pare che si siano chiesti: e questi chi sono? Comunque è una soluzione che risolve poco, a meno di un'improvvisa disponibilità di capitale da parte della famiglia di imprenditori abruzzesi con attività anche negli Stati Uniti. Non solo disponibilità ma anche desiderio di bruciarne un po', perché non si vede alcuna prospettiva di mercato attraente nella fase attuale e anche in quelle prossime venture. Ma poi, una cosa non si capisce, ma perché Di Maio e il Movimento 5 stelle prendono così a cuore la compagnia aerea? Loro sono gli anti casta e i rinnovatori della scena politica (via i vecchi, tocca a noi, a prescindere dalla capacità) e allora cosa c'è di più casta, di più vecchia politica, dell'Alitalia e di ciò che gira attorno a questa eterna partecipata e sussidiata dallo stato? Cosa c'è di più elitario e palesemente basato sul privilegio di un'azienda sostenuta dalla fiscalità per dare servizi a una specifica e molto romana domanda locale? Si dirà delle migliaia di posti di lavoro. Ma, intanto, visto che la domanda di trasporto aereo in Italia è alta, è ben probabile che i lavoratori sarebbero riassorbiti da altre iniziative imprenditoriali, mentre in passato i 5 stelle non si sono curati degli effetti occupazionali delle loro ossessioni. C'è tanto lavoro nei settori che boicottano, in tutte quelle produzioni industriali che non vanno loro a genio o nei servizi che ritengono inutili e superati. Per Alitalia invece si sfida tutto, ed è un comportamento senza senso. Ah, pare che tra gli incroci imprenditoriali della faccenda ci siano anche grandi investimenti su Taranto e sull'imminente nascita di un grande polo offshore dell'eolico.

 

 

Così il giochino propagandistico della Lega va a finire male.

 

 

Che poi c'è Siri. Ora è protetto dall'indole non proprio decisionista del prof. avv. Conte e dalla stessa distanza del presidente del Consiglio, in Cina a farsi una spremuta d'arancia da Xi Jinping. Però l'inchiesta va avanti, superando la questioncina delle intercettazioni registrate o no. E Salvini lo vuole proprio difendere ancora? Perché i 5 stelle ormai sono andati, con le loro spacconate e le loro affermazioni, a un punto di polemica tale che la marcia indietro non sarebbe accettabile perfino per i loro buoni stomaci.

  

A proposito di arance (quelle che dovrebbero andare in Cina, dove abbiamo appena lasciato il prof. avv.), ma che è questa fascinazione per glia agrumi che colpisce i politici italiani, segnatamente se vicepremier?

 

 

Nella città "fuori controllo" (estratto da affermazioni di Virginia Raggi) a essere ancora più fuori controllo è la gestione dei rifiuti. Il rogo di una discarica abusiva nella zona sud-est della città segnala il grande problema ambientale sottovalutato da chi, solitamente, gonfia il petto e si scaglia contro le varie terre dei fuochi. Il ministro Costa, appunto, che sta facendo? La non gestione dei rifiuti a Roma è la principale partita ambientale in corso in questo momento in Italia. E deriva, vero ministro Costa?, direttamente dalle ossessioni grilline e dalle fissazioni a 5 stelle secondo le quali non si devono trattare i rifiuti, che, anzi, proprio non esistono, essendo essi, piuttosto, materiale post-consumo e pre-riuso, e allora non si devono costruire i termovalorizzatori (il presidente degli industriali di Roma ci ha provato a portare una delegazione a Copenaghen per far vedere come funziona bene lassù il noto impianto sul quale si può anche sciare e che è all'interno del territorio comunale) e non si devono neanche realizzare gli impianti per trattare il post-consumo. Il risultato sono le discariche abusive e i roghi. Poi per fortuna ha piovuto (ma non è una fortuna, perché si spegne sì l'incendio ma gli effetti nella diffusione ambientale dei veleni sono anche peggiori).

  

Il divertente orgoglio Bce, che vale anche come risposta a chi aveva contestato accademicamente e politicamente le scelte di politica monetaria.

 

 

Non c'entra niente ma sempre Avengers di mezzo.

 

 

E sì, perché stasera, a proposito di Bce, arriva il giudizio di Standard & Poor's sui titoli di stato italiani, e si trema, anche perché si tratta del primo giudizio dopo il riconoscimento delle prospettive nulle per la crescita sancito nel Def. Intanto c'è uno spread appena appena meno nervoso di ieri.

  

Trump esulta, Krugman stempera. Tutto quello che dovete sapere per poter chiacchierare stasera sull'ottimo trimestre del Pil americano.

 

 

Leggete il bel reportage fogliante dall'Algeria e provate a spostare la chiacchiera a cena sul tema, non si sa mai.

 

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi