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Mattarella contro il madurismo del governo e i problemi della quota100. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

4 Febbraio 2019 alle 18:19

Mattarella contro il madurismo del governo e i problemi della quota100. Di cosa parlare stasera a cena

Foto LaPresse

Finalmente un bel né né, e di fonte quirinalizia. Il perfetto presidente Mattarella costretto ancora una volta a puntualizzare, per strappare il governo dalla deriva madurista, mentre la vergogna del blocco tutto italiano della decisione europea resta purtroppo tutta lì.

  

Presentazione con trionfo  per un portale che non dà, per ora, alcuna informazione in più di quelle nota da giorni sul cosiddetto reddito di cittadinanza. Il prof avv dice che verranno dall'estero per studiarlo, Di Maio cita Einstein per affermare che questo provvedimento è stato realizzato anche contro chi lo definiva impossibile, come appunto la dimostrazione delle equazioni sulla relatività. Un trionfo per i due tronfi, ma con il limite dell'esserselo celebrato da soli o, tutt'al più, a vicenda. Banalmente: se la cantano e se la suonano. Perché mentre saliva il volume della musica dei Coldplay nella celebrazione romana (curiosamente fatta all'Auditorium dell'Enel) si faceva più forte anche il tono delle proteste delle regioni, sulle quali viene caricata tutta la fatica organizzativa delle promesse governative. E per le regioni alcuni aspetti del nuovo assistenzialismo sarebbero addirittura incostituzionali.

  

Al senato, nel sovrano disinteresse sovranista, oggi era giornata di audizioni sui provvedimenti del decreto con il nuovo welfare, quindi pensioni e sussidi. Tutti i convenuti hanno usato accenti critici, riportati però dalla sola opposizione.

    

In sostanza il trionfo di oggi è servito solo a una cosa dal punto di vista operativo: a raccomandare gli interessati di farsi la Spid, l'identità digitale per dialogare con l'amministrazione pubblica.

   

L'Unione europea dice una cosa logica (e perfettamente coerente con le regole comunitarie): se l'Italia intende uscire dal progetto del corridoio europeo dei trasporti che comprende la tratta Torino-Lione potrebbe arrivare una richiesta di risarcimento e i fondi stanziati potrebbero essere destinati ad altri progetti europei. La commissione ricorda anche che questa nuova analisi costi benefici non la riguarda, in quanto ne era stata già prodotta una nel 2015. Semplici e solidi argomenti. Ma Toninelli la prende sul personale e sfodera uno spirito battagliero un po' fuori luogo, rispondendo che la sua analisi costi benefici arriva nientemeno che dalla decisione di uno stato sovrano e quindi non si impicciassero questi altri. Gli si potrebbe far notare che un tunnel che parte in un paese e finisce in un altro difficilmente è questione sovrana (se non altro per incontrarsi a metà scavo è bene lavorare d'intesa e non sovranamente). Poi passa alla maleducazione classica, con un bel chissenefrega di andare a Lione (come se l'obiettivo fosse la placida città che ha visto i successi del compianto Bocuse).

 

Tutti molto nervosi nelle opposizioni e tra le forze sociali pro-business e pro-tav.

  

Lo statalismo scioccherello di Toninelli va a sbattere sul localismo più pervicace che ci sia in Italia. Il ministro non si rende conto della forza che hanno gli interessi degli enti locali tra Veneto,Trentino Alto Adige e pezzetti di Lombardia e Emilia. L'Autobrennero è così perché non poteva essere altrimenti. Intanto il ministro affronta anche la questione della sicurezza su A24 e A25, le autostrade dei parchi che tagliano Lazio e Abruzzo in direzione Est-Ovest e lo fa con la solita provocatoria insensatezza. Era stato lo stesso concessionario a segnalare la necessità di interventi di messa in sicurezza, per le autostrade con la maggiore frequenza di tratte su viadotti e colpite da vari terremoti, ma il ministro risponde immaginando solo scelte punitive sulla redditività dell'infrastruttura, tralasciando l'aspetto rilevante, quello degli investimenti.

  

Lo zenzero domani invaderà i giornali, come ha invaso, facendo danni a parere di chi scrive, tavole e soprattutto centrifughe di frutta. Che poi anche se uno la chiede senza zenzero resta il sapore pungente nella macchinetta o chissà dove per cui lo si sente lo stesso. E va bene, comunque l'Istat ha questa incombenza di vedere cosa compriamo e ponderare poi i diversi prodotti acquistati per stabilire il costo della vita per le cosiddette famiglie di operai e impiegati. Nelle quale, a quanto pare, ormai alligna lo zenzero in modo statisticamente significativo. Poi c'è la bici elettrica e la web Tv, tra le nuovi abitudini di acquisto, assieme ai tavoli da giardino, con le loro sedie. L'invecchiamento è testimoniato dai pannoloni, sempre più venduti. E le strade tortuose del progresso portano invece fuori mercato le lampadine a risparmio energetico.

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