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I bisticci tra Di Maio-Salvini sul Def e la bocciatura di Boeri. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere cosa succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

4 Ottobre 2018 alle 19:06

I bisticci tra Di Maio-Salvini sul Def e la bocciatura di Boeri. Di cosa parlare stasera a cena

Tito Boeri (foto LaPresse)

"Credo che in giornata il Def arrivi in Parlamento", questo è Luigi Di Maio. E in quel "credo" c'è tutto il capo politico dei 5 stelle. Comunque può essere un primo spunto di chiacchiera a cena, anche perché magari nel frattempo il Def sarà veramente arrivato. Intanto è divertente, ancorché sospetto di gioco delle parti, il contrasto tra Di Maio e Salvini sulla destinazione dei vari miliardi della manovra. Le frasi sull'incompatibilità tra la matematica e le opinioni fanno segnare un punto molto basso nei rapporti politici e personali interni alla maggioranza. Lo scontro riguarda le misure bandiera di ciascuno dei due. Ah intanto in serata faranno un altro consiglio dei ministri.

  

E allora potrete parlare di contenuti, senza esagerare però, perché in realtà potrebbe ancora trattarsi di un documento incompleto. Comunque sulle misure concrete oggi conta il giudizio di Tito Boeri, che vede lo sfascio dei conti in arrivo non tanto per quota 100 ma per l'innalzamento d'ufficio delle minime. E contano i sindacati dei bancari molto arrabbiati perché nella retorica anti-banche dei 5 stelle e della Lega, che ha portato a cercare di drenare risorse dal sistema abolendo la piena deducibilità degli interessi passivi, vedono rischi molto forti per i loro posti di lavoro e i loro redditi.

 

Poi c'è il lato minaccioso del capo politico che sempre un po' è comico e un po' fa paura. Da oggi siamo direttamente ai 6 anni di galera, comminati direttamente dal vicepresidente del Consiglio, agli autori di dichiarazioni mendaci per ottenere il reddito di cittadinanza. Questa minaccia penale unite alle altre cosiddette condizionalità per erogare il famoso reddito fanno pensare che il numero dei beneficiari si vada a restringere in modo drammatico. Chi verrà bloccato dall'Isee, chi dalla burocrazia dei centri per l'impiego, chi dal timore per dover usare una modalità di pagamento che rende riconoscibili: saranno in tanti a rinunciare.

  

Lunga pensata e lunga attesa per poi fare commissario per il ponte di Genova il candidato più ovvio e naturale: il sindaco della città. Trovato il nome ora si tratta di dargli gli strumenti e il supporto perché possa realizzare nel tempo più breve il suo mandato.

  

Il decreto di Salvini sulla sicurezza, quello che incattivisce, in modo a volte insensato, i rapporti tra amministrazione e stranieri, è stato firmato dal presidente della repubblica. La conversione in legge non sembra a rischio per i numeri, ma sarà occasione per definire di nuovo il campo dei favorevoli e dei contrari alla politica truce.

 

Molte storie spionistiche, da Europa e Stati Uniti, con largo impiego di tecnologie informatiche.

  

Pure chi esce dall'Europa resta impigliato nell'austerity, forse perché l'Europa non c'entra niente. Mentre per Theresa May e gli altri impelagati nella gestione della Brexit adesso arriva anche la protesta degli euro-cani, il wooferendum.

 

Quando non ci si fida dell'olfatto umano, quello dei residenti, si schierano i nasi elettronici. La scelta forse non farà felici i residenti vicino a uno dei pochissimi centro di smistamento rifiuti di Roma, convinti che i loro nasi umani abbiano già individuato il problema. E forse non guadagnerà in popolarità l'assessora che, appunto, snobbando i nasi umani punta tutti su quelli tecnologici. La questioni dei rifiuti a Roma sta crescendo di nuovo e finirà male per una semplice ragione: non si sa dove portarli. In passato tutti gli impianti sono stati bloccati, quello in cui ora porteranno i nasi elettronici non smaltisce ma smista (e obiettivamente puzza), la discarica è piena oltre al limite oltre ad essere ormai vietata dalle norme europee. E' un caso di totale fallimento della politica, delle giunte precedenti e della giunta Raggi, caratterizzata però da una programmatica volontà di non affrontare il problema (mentre i precedenti magari provavano, salvo poi restare bloccati da veti).

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