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Dal patto di Singapore ai bisticci con Macron. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi 

12 Giugno 2018 alle 19:18

Dal patto di Singapore ai bisticci con Macron. Di cosa parlare stasera a cena

Foto LaPresse

Un improvviso vuoto di grandi temi da cena, si rischia il riflusso nel privato, la fuga nelle microstorie. Perché il governo strilla e strepita ma poi non fa, o meglio fa cose orrende ma tremendamente ripetitive, e perfino annunciate, come la chiusura (peraltro con arbitrarietà nell'arbitrarietà, perché a qualcuno chiude ma ad altri lascia invece la possibilità di arrivare) dei porti, ma poi si va a invischiare nell'inseguimento umanitario delle navi per fornire l'ipocrisia degli aiuti medici o per far sbarcare le persone in maggiore stato di necessità. Ma gli argomenti ormai li conosciamo, le conversazioni sono state fatte, e semmai a preoccupare è proprio questo stato di assuefazione ad argomenti e a temi che si credevano invece usciti dal discorso civile. Però rimane anche un po' di vuoto dopo tanti giorni di corsa, di galoppata, tra notizie, giravolte, imprevisti. Oggi non ci aiuta neppure l'indecifrabile vertice di Singapore, con protagonisti due campioni del cambiamento di idea. Vediamo, magari hanno davvero segnato un passaggio storico, ma potrebbe ancora saltare tutto.

  

Allora proviamo con Singapore, potreste ripartire, per parlarne, dalla guerra che ha dato origine alla divisione della Corea e volendo anche dalle storie diverse e divergenti che prendono da allora le due parti della penisola oltre che dai rapporti anche molto interessanti di quel pezzo di mondo con gli Stati Uniti. Comunque oggi è andata così.

 

Qui invece per tutta la giornata è andato un altro incontro, quello tra il prof. avv. Conte e i ministri impegnati su economia e rapporti con l'Europa. I temi si intrecciano con la incipiente manovra economia e a complicare il tutto ci si mettono le crisi aziendali aperte e affidate ora alla cura di Luigi Di Maio. Tria parla pressoché zero, dopo la granitica intervista anti-contratto. Enzo Moavero MIlanesi, che sarebbe anche un po' esposto rispetto ai fatti che stanno succedendo, sceglie un sostanziale silenzio, Paolo Savona dà l'ide di star rimuginando ma non esterna. Intanto Di Maio e Matteo Salvini dipanano la questione sottosegretari e viceministri, per dar via poi alla stagione delle nomine pubbliche. E questo può essere un tema di conversazione serale, ma, consiglio, non vendetevi per troppo informati, perché si fanno solo figuracce, i nomi per le super postazioni saranno sorprendenti, mentre sarà inusuale anche la capacità di fare bottino pieno, senza lasciare agli altri neanche briciole. Per le indicazioni sul resto della squadra di governo i tempi dovrebbero coincidere proprio in diretta con le nostre cene. 

  

Visto che è martedì, anticipiamo dimartedì, con un un contributo di Carlo Cottarelli sull'inesauribile tema pensionistico, qui si dà conto di alcune accuse ingiuste contro la legge Fornero (tenere a mente anche per conversazioni future).

 

L'assuefazione ovviamente non vale per noi, e quindi torniamo a parlare della scelta unilaterale e fuori dalle regole morali e dagli impegni europei presa dall'Italia su impulso di Salvini e con la condiscendenza di Toninelli e del prof. avv.. Decisione, oltretutto, come si diceva, non produttiva di risultati, neanche per la strategia del respingimento, ma portatrice di problemi diplomatici e di tensioni tra Italia e altri paesi europei. E non vale la risposta con cui si rimanda ai comportamenti apparentemente simili di Spagna e Francia in circostanze paragonabili, mentre da Parigi arrivano anche offerte di aiuto concreto per consentire l'arrivo in sicurezza a Valencia della Aquarius. E il governo italiano, che su altre questioni europee aveva avviato, o tentato di avviare con qualche speranza, un dialogo con la Francia per fare fronte comune in Europa si trova ora contrapposto anche al governo di Macron su fatti e scelte che sono considerati essenziali in questa fase della cooperazione europea. 

 

A Parigi c'è una presa di ostaggi in corso, è possibile che la crisi resti aperta ancora per ore. Qui dal Foglio la possibilità di seguirne gli sviluppi.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    13 Giugno 2018 - 17:05

    Giuseppe è molto bravo ma ancora ,smentendo lo scampanio a stormo per l'elezione di Macron del nostro amato direttore , Emanuele ( oltre al cattivo gusto in fatto di fammes) è una ' leggera ' come diligentemente il dialetto ligure si arricchisce di aggettivi.

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