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Dal post 4 marzo alla lezione politica del golf. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati da Giuseppe De Filippi

19 Febbraio 2018 alle 18:15

Dal post 4 marzo alla lezione politica del golf. Di cosa parlare stasera a cena

Il tweet del giorno è serio e dà una notizia meritevole di conversazione serale se il gruppo ha una medio-alta coscienza politica europeista:

  


  

Mentre le menti degli indecisi ruminano programmi di partito la campagna elettorale prende il tono tipico degli ultimi giorni. Nel passaggio tra l'identità, l'appartenenza politica, e la scelta concreta. Aumentano le prese di posizione ispirate alla ricerca di un giusto equilibrio, di una possibile governabilità, qualcosa cui aggrapparsi nella confusione generale. Potrebbe diventare questa, accanto ai soliti discorsi rabbiosi, la cifra finale di questa discesa verso il 4 marzo, cui il Foglio dà uno spazio e un programma:

 

A volte succede che anche gli scontati ricorsi post-elettorali ai Tar, i riconteggi sempre presentati con trambusto e mai approdati a nulla, anche quelle carte bollate, possono avere effetti. A Lecce, dove in sostanza ora il sindaco non ha più la maggioranza, succedono cose meritevoli di chiacchierata a cena perché ci introducono ai tanti aspetti sospesi, imperscrutabili, di questa stessa campagna elettorale. Intanto perché, appunto, perfino dopo le elezioni le cose possono davvero cambiare. E allora, ovvia battutina da cena, pensate un po' che può succedere tra sondaggi ed elezioni. Altro aspetto di terribile attualità, con rilievo speciale per chi vota in Lazio e Lombardia: a far saltare i conti a Lecce è stato il voto disgiunto, il cui spoglio è evidentemente di una certa complessità, con margine di errore rilevante e quindi immaginiamo con brividi cosa può succedere tra schede nazionali, passibili di molti annullamento, e, dove ci sono, anche schede regionali, in cui l'incubo del disgiunto si materializza. Ultimo spunto proposto, ma potrete aggiungerne voi quanti ne volete:  la governabilità, nel caso specifico la permanenza del sindaco, non è più garantita. Eppure non c'è dubbio che abbia vinto l'attuale sindaco, ma limitatamente, appunto, alla corsa per diventare primo cittadino. Mentre il riconteggio riguarda i voti di lista e quindi la composizione del consiglio comunale, in cui ora cambia la maggioranza, constringendo a una cohabitation salentina molto improbabile.

  

Insomma, risultati che poi vengono capovolti, vittorie che si trasformano in sconfitte, attacchi e contrattacchi. Questa newsletter ha una passione dichiarata per la risolutezza di Vincenzo De Luca e quindi eccovi la sua meravigliosa tirata in difesa della politica e contro la nuova strategia (due terzi mediatica e un terzo giudiziaria) di influenza sul voto. Di Pietro Grasso che fa il furbino e prova a strumentalizzare non mette conto di parlarne a cena.

 


 

Uscire dall'Ue per entrare nel Tpp (almeno così chiede ai britannici il governo australiano), il trattato commerciale del Pacifico, da cui però a sfilarsi era stato Donald Trump. Insomma, post Brexit, succedono solo cose un po' pazzoidi, compresa la nascita di un nuovo partito britannico che punta al rientro in Europa. C'è un po' di esotismo, lontani paesi, grandi temi del commercio mondiale. Per un po' può reggere come argomento.

 


 

I sondaggi tedeschi che dovrebbero spaventare i coalizionisti in vista del voto sulla GroKo, ma non ci riusciranno. Buon tema comunque, sempre per l'evidente rimbalzo dalle parti nostre:

 


 

Ma allora si può fare? e sì visto che qui è pieno di passeggeri e quindi anche nel trasporto aereo si può provare a guadagnare con compagnie basate in Italia e ambiziose. Ci prova Meridiana che per l'occasione cambia nome e diventa AirItaly e investe su nuovi aerei. L'effetto è anche un po' spiazzante per Alitalia che proprio nel momento in cui si tenta di chiudere l'accordo sul nuovo proprietario si trova con un nuovo agguerrito concorrente.

 


  

Vabbè, un po' di golf ogni tanto consentitemelo. Ma in questo caso c'è anche una lezione politica da tenere a mente, perché nel dialogo tra due grandi giocatori Rory McIlroy dice che Tiger Woods è stato danneggiato nei risultati dal troppo tifo, dai troppi tifosi.

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