Cultura
La Francia delle lettere contro Vincent Bolloré •
Più di cento autori lasciano la Grasset, per protesta
La protesta contro il licenziamento dell'amministratore delegato e figura venerata nel mondo delle idee francesi, Olivier Nora

Foto LaPresse
Parigi. Mercoledì sera 115 autori pubblicati da Grasset hanno annunciato il loro addio alla casa editrice per protestare contro il licenziamento del suo amministratore delegato e figura venerata nel mondo delle idee francesi Olivier Nora. E’ “un attacco inaccettabile all’indipendenza editoriale e alla libertà di creazione”, hanno denunciato i firmatari, tra cui i filosofi Pascal Bruckner e Bernard Henri-Lévy, puntando il dito contro colui che ritengono l’unico responsabile dell’improvvisa cacciata di Nora da quasi trent’anni alle redini di Grasset, ossia il magnate bretone Vincent Bolloré, che controlla la casa editrice attraverso il gruppo Hachette, di cui è proprietario dal 2023. “Ancora una volta, Vincent Bolloré afferma: "Sono a casa mia e faccio quello che voglio", senza alcun riguardo per chi pubblica, per chi collabora, cura, corregge, produce, diffonde e distribuisce i nostri libri. E senza alcun riguardo per chi ci legge”, attaccano i 115 autori. E ancora: “Oggi siamo uniti su un punto: ci rifiutiamo di diventare ostaggi di una guerra ideologica volta a imporre l’autoritarismo in ogni ambito della cultura e dei media”. 66 anni, di cui ventisei trascorsi a dirigere Grasset, Oliver Nora era apprezzato per la sua capacità di far coesistere nella stessa maison scrittori e intellettuali con opinioni diverse, e talvolta radicalmente diverse, un dandy allergico al politicamente corretto come François Beigbeder e un’egeria del neofemminismo come Virginie Despentes, un economista e habitué dell’Eliseo come Alain Minc e un filosofo e attivista trans come Paul B. Preciado. “Grasset era la nostra casa, una casa speciale, perché lì convivevano pacificamente autrici e autori che su gran parte delle cose non erano d’accordo. Olivier Nora ne è stato il baluardo e il collante grazie alla sua eleganza morale, alla sua disponibilità e al suo impegno”, scrivono i firmatari. Il licenziamento di Nora si iscrive nella “riorganizzazione” delle case editrici controllate da Hachette Livre, leader nel settore editoriale francese, promossa da Bolloré. Arnaud Nourry, amministratore delegato di Hachette per diciassette anni, e Sophie de Closets, direttrice di Fayard, avevano già lasciato i rispettivi ruoli a causa di divergenze con il nuovo orientamento dal gruppo.
Secondo fonti vicine al dossier, l’uscita di scena di Nora ha iniziato a concretizzarsi con l’arrivo di Boualem Sansal, lo scrittore franco-algerino che ha lasciato da poco il suo editore storico Gallimard per passare a Grasset. Nelle prossime settimane, Sansal pubblicherà “La Légende”, il racconto del suo anno trascorso nelle carceri di Algeri, ostaggio politico del regime di Abdelmadjid Tebboune. Stando a quanto riportato dal Canard enchaîné, l’arrivo di Sansal sarebbe stato “imposto” a Nora, lui che era abituato da ventisei anni a scegliere autonomamente gli autori della sua scuderia editoriale. E l’ex ad di Grasset non avrebbe avuto voce in capitolo nemmeno sul calendario di uscita del libro. L’editore puntava su una pubblicazione in ottobre, dopo l’estate e in concomitanza con la rentrée letteraria, mentre la direzione del gruppo preferiva il mese di giugno. “Il caso Sansal è stata una buona scusa per accelerare l’uscita di scena di Nora”, dice al Foglio una fonte a conoscenza delle dinamiche del mondo editoriale francese che preferisce mantenere l’anonimato. “Quando Grasset è stata acquisita da Bolloré, Nora aveva promesso di essere il garante dell’indipendenza della casa editrice. Ma le tensioni erano troppe. I metodi di management di Bolloré sono notoriamente brutali: mette i suoi uomini e taglia i costi”, dice la fonte. Al posto di Nora, ha piazzato un uomo di fiducia, Jean-Christophe Thiery. “Di certo il mondo dell’editoria avrà un argomento di conversazione per il Festival del libro di Parigi”, in programma dal 16 al 19 aprile al Grand Palais.



