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Uffa!

Il maestro Crepax e la sua indimenticabile Valentina. In mostra a Brescia

Giampiero Mughini

Tra l'eroina princeps del fumettista, che sembrava la donna più bella del mondo, e Mao non c'era proprio gara, Oltre il fumetto. Cinquant’anni di carriera dell’artista tra campagne pubblicitarie, manifesti, copertine di dischi o di libri e giochi da tavolo

Dio che bella questa mostra-omaggio bresciana dedicata a Guido Crepax che s’è conclusa a metà febbraio 2026. Non senza dar vita a un magnifico volume appena edito da Skira Arte, dal titolo Sogni Giochi Valentina 1953-2003. Appartengo alla generazione di quei ventenni e trentenni che negli anni Sessanta furono come ipnotizzati dall’apparizione dei fumetti che raccontavano le vicende adeguatamente erotiche dell’eroina princeps di Crepax, Valentina per l’appunto, che a noi apparve la donna più bella del mondo. Pochi anni dopo la morte di Crepax  (nel 2003) entrai in quella sua casa milanese dov’era nata Valentina e dove viveva la vedova di Crepax, Luisa, la cui identità femminile aveva contribuito non poco alla nascita di quel favoloso personaggio. Nel montare gli scalini che portavano a casa Crepax ricordavo bene le conversazioni che avevo avuto con un altro maestro della nostra cultura che non c’è più, quel Maurizio Fagiolo dell’Arco che nel 1975 aveva organizzato la prima mostra importante del lavoro di Crepax. Luisa Crepax mi fece entrare in una stanzetta un poco discosta dal resto dell’appartamento in cui il marito si rinchiudeva ore e ore in compagnia del personaggio che stava creando. Quando si alzava dalla sua sedia di lavoro gli capitava di incontrare la moglie che per tutto quel tempo era stata nella stanza accanto e con un certo smarrimento le chiedeva: “Ma dove sei stata? E’ tutto il giorno che non ti vedo”.

 

Luisa a parte, l’altra musa ispiratrice del personaggio di Valentina era stata l’attrice cinematografica americana Louise Brooks. Cinema e fumetti a iosa, era un tempo così, e soprattutto niente social, beninteso. Da quel nostro immaginare collettivo nacque una rivista che ha fatto storia, Linus, che naturalmente mi precipitavo a comprare e che leggevo ben prima di quelle che trasudavano furenti ideologie di sinistra di cui erano zeppe le edicole e che pure a quel tempo mi lasciavano tutt’altro che indifferente. Solo che tra Mao e Valentina non c’era proprio gara, e lo dico nel ricordo di uno dei miei più fraterni amici, Tino Vittorio, che se ne è andato per sempre poche settimane fa e col quale per un tempo non ci rivolgemmo la parola a causa di quel Mao che lui aveva preso a venerare. Io posso aver sbagliato tante cose nella mia vita, ma non l’opzione tra chi fosse più avvincente tra le Guardie rosse cinesi e la Valentina vestita solo della sua scattante bellezza. La creatività di Crepax non nasceva e moriva con la sola Valentina, per quanto lui la esibisse a tutto spiano. Luisa Crepax ricorda così: “Quando non disegnava le sue storie a fumetti, progettava campagne pubblicitarie, creava manifesti, copertine di dischi o di libri, biancheria per la casa, piastrelle per decorare pareti di bagni o di cucine. E per riposarsi ideava bellissimi giochi da tavola tra cui una ventina di grandi battaglie del passato [...] Per realizzare scenari e soldatini senza commettere errori si documentava alla Sormani su testi di storia militare”.

 

E quanto alla politica e alla sua storia, c’è un particolare che dirò piccante. C’è che Crepax era un ammiratore di Lev Trockij, e gli accadde difatti all’Università di Milano di essere insultato da gruppetti di studenti stalinisti che a Milano non erano pochi. Avrebbero voluto fare in Italia quanto quel criminale allo stato puro fece e disfece nella grande Unione sovietica. E’ l’ennesimo motivo per cui Crepax mi sta talmente caro, e difatti ho qui nel mio studio un poster politico da lui disegnato e dov’è manifesta l’ammirazione per Trockij. Non che, politicamente parlando, le idee di Trockij sulla rivoluzione proletaria da fare ovunque e al più presto fossero men che dissennate, ma se mi fossi trovato a una cena in casa Crepax sarei stato a mio agio nel parlare con lui del dissidio Stalin-Trockij. Nell’attribuire un valore letterario all’uno o all’altro. Dato che nei libri di Trockij di buona letteratura ce n’è quanto di erotismo c’è nelle immagini di Valentina.

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