Dallo straordinariamente piccolo all'insolitamente grande. Il magico mondo dei props, gli oggetti di scena

Ilaria Trivelli è un'artigiana milanese che li realizza per campagne pubblicitarie, video, spot, o allestimenti fieristici. Con il lavoro delle proprie mani e, talvolta, con l'ausilio della tecnologia. Una professione nata come hobby e che poi ha incontrato il favore del mercato

Francesco Cocco

Riproduzioni fedelissime, ma in scala minuscola. Oppure gigante. È il mondo dei props, degli oggetti di scena. A Milano c'è una artigiana che li realizza con il lavoro delle proprie mani e con l’ausilio, quando serve, della tecnologia. Lei si chiama Ilaria Trivelli e la abbiamo incontrata nel suo studio in zona Città Studi-Lambrate. “Il mio lavoro - ci spiega - consiste nella realizzazione su richiesta di oggetti di scena per campagne pubblicitarie, video, spot, o allestimenti fieristici. Di solito realizzo quasi tutto a mano e, quando serve, utilizzo diversi macchinari, come ad esempio la stampante 3D o il laser cutting, a seconda di quello che è richiesto realizzare”.

 

Sul suo tavolo di lavoro fanno bella mostra di sé cupcakes piccoli come un’unghia, un pallone da basket che puoi usare come portachiavi, una tazza da tè che si tiene in punta di dito (con tanto di piattino e fettina di limone). E ancora torte, biscottini, tutto di dimensioni lillipuziane. Ed è solo una piccola parte delle sue opere (il portfolio è consultabile sul suo sito) “È nato tutto da una passione - ci racconta Ilaria - perché ho iniziato a realizzare piccoli oggetti in miniatura quando avevo dodici, tredici anni. Ho cominciato a mettere le mani in pasta, nel vero senso della parola, ho iniziato a modellare le prime cose a mano e ho visto che era una cosa che mi piaceva molto sperimentare. È nato come un hobby e poi col tempo mi sono accorta che il mercato richiedeva questo tipo di lavorazioni, così è diventato il mio lavoro, applicato all’animazione, quindi agli spot, alla scenografia”. Una scelta non casuale. “Ho studiato cinema d’animazione alla Nemo, una scuola che si trova a Firenze, e quindi ho applicato le mie competenze manuali a questo campo, per cui è nata la commistione fra le due cose”.

 

Oltre che con oggetti in miniatura, Ilaria si è cimentata con opere in scala gigante. Come una sneaker che occupa mezzo marciapiedi. In questi casi, ci spiega, arriva in aiuto la stampante 3d, dato che per produrre a mano oggetti così grandi ci vorrebbe tantissimo tempo. Quando chiediamo a Ilaria se c'è un progetto che sogna, lei non ha dubbi. “Mi piacerebbe moltissimo realizzare un film in stop motion per la Laika, che è una casa di produzione americana che realizza lungometraggi con questa tecnica. Il loro lavoro mi piace moltissimo da tantissimi anni. Il mio sogno sarebbe realizzare dei props di scena per uno dei loro film”.

   

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