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Alla ricerca del pezzo unico: viaggio nel mondo del gioiello antico
Due negozianti ci raccontano le ultime tendenze. Di moda sono i primi decenni del secolo scorso: Art Nouveau, Déco, e anche gli Anni’40. "Il fascismo ha influenzato anche i preziosi. Oggi certe lavorazioni non sono più realizzabili: costerebbero cifre pazzesche"
Pezzi unici, spesso con una lunga storia alle spalle e testimoni di un modo di lavorare che oggi sembra scomparso. È il mondo del gioiello antico e vintage. Ma quali sono le tendenze di questo mercato affascinante? Lo abbiamo chiesto a due protagonisti della scena milanese: ed ecco cosa abbiamo scoperto.
Innanzitutto: qual è la tipologia di prezioso antico e vintage più richiesta in questo momento? Gabriele Pennisi, contitolare della Gioielleria Pennisi in Via Manzoni, ci risponde così: “Ultimamente vanno molto i gioielli d'epoca, soprattutto orecchini, anelli e anche le spille”. Negli ultimi tempi, ci spiega, “le spille vengono utilizzate anche dagli uomini, in serate di gala, alla Notte degli Oscar, e vengono messe sulle giacche”. Sulle spille è diverso il parere di Francesco Funaro, titolare di Le Gioie di Funaro, in via Pontaccio a Brera. “Al momento c'è stato un declino delle spille, che prima andavano molto”, mentre adesso “sono in auge orecchini, anelli, pendenti… e gli orologi”.
Vediamo se, sull’epoca storica che “va” di più, i nostri due intervistati sono d'accordo. “L’epoca storica che va più di moda in questo periodo - ci dice Pennisi - è il 1930, quindi il Déco, gioielli in diamanti e platino”. Sentiamo Funaro: “L’epoca più richiesta è dal 1900 al 1940. Quindi Art Nouveau, Déco e Anni’40, il periodo duro del Fascio. Perché ovviamente anche il fascismo ha influenzato i gioielli, che avevano delle forme più rettangolari, più squadrate, più grosse”. Dopodiché, continua Funaro “c'è un periodo vintage che è comunque richiesto anch'esso”.
Ma cosa c'è in un gioiello antico che suscita l'interesse dell'acquirente contemporaneo? “Forse il fatto che ogni gioiello ha dietro una sua storia - ci spiega Pennisi -. Quando noi acquistiamo un gioiello, la cosa bella è scoprire a chi è appartenuto, chi l’ha fatto… e quindi è un gioiello unico”. Per Funaro, oltre alla rarità del pezzo unico, attrae l’eccezionalità delle esecuzioni di una volta. “Queste lavorazioni qui, a cominciare dal Déco, che aveva delle piccolissime pietre tagliate apposta per il gioiello, non sono più realizzabili. Oggi non si può più chiedere a un artigiano di tagliare rubini e zaffiri su misura per l’anello: verrebbe a costare una cifra pazzesca”.
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