Foto Ap, via LaPresse

le novità

La strage di Capodanno a Crans-Montana poteva accadere prima

Giovanni Battistuzzi

Già nella festa di Capodanno del 2020 si chiedeva ai clienti di fare attenzione a non avvicinare le bottiglie con le candele scintillanti al soffitto

La strage di questo Capodanno a “La Constellation” di Crans-Montana sarebbe potuta accadere ben prima. Almeno sei anni prima. L'infiammabilità dei pannelli fonoassorbenti applicati al controsoffitto del locale era nota, tanto che nella festa di Capodanno del 2020 un dipendente del bar avvisa più e più volte la clientela di fare attenzione con le candele scintillanti attaccate alle bottiglie, dice di tenerle a distanza di sicurezza dal soffitto, ripete: “Attenzione alla schiuma!”. RTS (la televisione statale svizzera in lingua francese) ha pubblicato un video che testimonia questo e contattato chi lo aveva girato all'epoca. Che ha detto: "Ricordo che eravamo molto vicini al soffitto, ed è anche per questo che il cameriere ha detto: 'Attenzione alla schiuma, attenzione alla schiuma'. Perché credo che lui, da adulto, si rendesse conto che poteva esserci un rischio".

   

La polizia sta approfondendo in queste ore il passato del locale, controllando le carte, le autorizzazioni, i certificati dei controlli di sicurezza che i locali svizzeri dovrebbero farsi rilasciare per tenere aperto. Le indagini si stanno concentrando su alcune incongruenze riguardanti i lavori di rinnovo dell'interno del bar fatti nel 2015 e di alcune autorizzazioni che potrebbero essere irregolari e di documentazione mancante. Inoltre è emerso che i gestori avevano presentato nel 2025 una richiesta d’ampliamento del locale che prevedeva di eliminare un’uscita laterale della veranda (quella che è stata ripresa più volte nei video che hanno documentato la tragedia e che ha permesso a molti di salvarsi). Richiesta fortunatamente non aveva ancora ricevuto il via libera perché avrebbe potuto rendere ancora più gravi le conseguenze del rogo.

Il sindaco di Crans-Montana ha riferito oggi che l'ultimo controllo antincendio effettuato nel locale era stato eseguito nel 2019. Il primo cittadino si è rammaricato delle lacune e non ha saputo spiegare perché il locale sia sfuggito alle visite degli ispettori. Eppure, secondo quanto riportano i media locali, nel 2025 sono stati controllati gli impianti anticendio di ben 40 dei 128 locali sul territorio comunale, poco meno di un terzo. 

Ieri in serata la procura del Canton Vallese ha pubblicato i dati uficiali della tragedia di Capodanno. La notte di Capodanno sono morti in 40 e sono stati tutti identificati; 22 sono cittadini svizzeri, 8 francesi, 6 italiani, gli altri sono di nazionalità portoghese, belga, turca e romena. Le vittime avevano un'età compresa tra i 14 e i 39 anni e la metà erano minorenni. I feriti sono 116 e non 119 come era stato comunicato nei giorni precedenti. Di questi 33 sono già stati dimessi.

Di più su questi argomenti: