Il futuro delle "nuvolette" dopo la tempesta Covid

Stefano Priarone

Le Fiere del fumetto chiedono al governo misure straordinarie per le manifestazioni culturali escluse dal Fondo Cultura. E il 28 a Biella c’è la primo evento fumettistico dall’inizio della pandemia

Il fumetto è cultura? Le manifestazioni fumettistiche lo sono di certo. E di una cultura che “fa mangiare”: le principali fiere dei comics vantano oltre un milione di presenze con un indotto economico e una ricaduta sui territori intorno ai trecento milioni di euro. Per la prima volta i vari festival del fumetto si uniscono e chiedono al governo l’adozione di misure straordinarie a sostegno delle manifestazioni culturali escluse dal Fondo Cultura. Lo fanno in un appello sottoscritto da ben 23 eventi di respiro nazionale e internazionale: in ordine alfabetico, ARF! Festival (Roma), Be Comics! (Padova), B-Geek (Bari), BilBOlBul (Bologna), Cesena Comics & Stories, COMICON (Napoli), Etna Comics (Catania), Lanciano nel Fumetto, Le Strade del Paesaggio (Cosenza), Lucca Comics & Games, Lucca Collezionando, Mostra Mercato del Fumetto ANAFI (Reggio Emilia), Palermo Comic Convention, Pescara Comix & Games, Rapalloonia! Mostra Internazionale dei Cartoonists (Rapallo), Riminicomix, San Beach Comix (San Benedetto del Tronto), TCBF Treviso Comic Book Festival, Teramo Comix, Tiferno Comics (Città di Castello), Torino Comics, Varchi Comics (Montevarchi), Venezia Comics.

  
“Non potevamo esimerci dall’unire le nostre forze con quelle degli altri festival italiani del fumetto in questo accorato appello” spiega al Foglio Emanuele Vietina, direttore di Lucca Comics & Games, non soltanto la massima fiera italiana dei comics, ma anche una delle più importanti manifestazioni al mondo sull’intrattenimento a trecentosessanta gradi. “Siamo sempre in contatto con le maggiori realtà festivaliere nazionali e straniere. A livello internazionale abbiamo costruito un informale ma concreto advisory board per le manifestazioni del gioco da tavolo, e su stimolo degli amici di Napoli e Roma, ci siamo confrontati su quanto il Governo stesse mettendo in campo per supportare il sistema cultura. I nostri eventi hanno delle caratteristiche molto peculiari, gli analisti americani li definiscono crocevia tra arte e commercio. Hanno un doppio valore: culturale e di sviluppo economico. Siamo fiduciosi che, grazie anche all'intraprendenza e al nostro tipico spirito di sacrificio, sapremo far capire all'esecutivo come aiutarci a ripartire”.

 

Aggiunge Claudio Curcio, direttore del Comicon di Napoli, la più importante fiera dell’Italia del sud: “Il manifesto nasce dalla constatazione di due evidenti storture legate all'emergenza Covid-19: la prima è che nel dibattito pubblico legato alla riapertura delle attività fosse quasi del tutto assente la problematica dei festival, nei fatti obbligati a non poter riprendere la loro programmazione; la seconda riguarda il problema che nelle azioni previste dal ministero dei Beni e delle Attività culturali del cosiddetto decreto Rilancio fosse genericamente previsto un aiuto per fiere, eventi, spettacoli e mostre, senza riferimenti alla specificità dei festival culturali, come quelli del fumetto, che rappresentano una delle principali industrie creative del nostro paese, con migliaia di operatori impegnati, dagli editori ai disegnatori, dai coloristi ai traduttori. Se a questo si aggiunge che la nostra filiera manca crudelmente di organi rappresentativi o associazioni di categoria (e i festival sono per natura un crocevia professionale del settore), ci è sembrato evidente il bisogno di unirci e far sentire più forte la nostra voce in questo momento storico”.

  

Curcio vede il futuro delle grandi fiere incerto (il Comicon, previsto per questa primavera, è saltato): “Anche senza essere troppo pessimisti ma solo realisti, non credo sarà possibile organizzare i grandi festival così come li conosciamo: con migliaia di visitatori che si accalcano davanti agli stand, nelle sale incontri o in fila per un autografo del loro autore preferito. Per il Comicon, in coordinamento con la regione Campania, stiamo osservando la situazione per capire se e come poter annunciare delle nuove date, parallelamente stiamo ragionando su una serie di eventi più piccoli, sparsi nel tempo e nei territori, come una serie di mostre nelle province campane, degli incontri e workshop che possono trovare spazio anche online e un evento natalizio che speriamo possa essere svolto, in sicurezza, nei padiglioni della Mostra d'Oltremare, la sede che ci ospita normalmente ogni anno”.

 

Vietina, invece, non ha perso la speranza di organizzare la prossima Lucca Comics in autunno: “Dopo aver lavorato sui bisogni della filiera editoriale che rappresentiamo (fumetto, giochi, cinema e serie tv) e di quella produttiva (negozi, distribuzione, artigianato) abbiamo affrontato una fase di approfondita ricerca e sviluppo che ci ha portato a delineare diverse possibili soluzioni. A fine giugno, dopo il confronto con le autorità, forniremo quindi il nostro final cut. Per farlo, però, è indispensabile un quadro delle regole di ingaggio che definisca quello che potremo o non potremo fare. Nel frattempo continuiamo a monitorare quello che accade in Italia e all’estero e ci prepariamo ad affrontare tutti gli scenari possibili.”

  

Qualcosa si sta comunque già muovendo: il prossimo 28 giugno la piccola Nuvolosa di Biella sarà la prima fiera del fumetto dopo la pandemia. “Nuvolosa era in programmazione proprio il giorno in cui l’Italia è entrata in quarantena, l’8 marzo, ed era stata quindi sospesa a data da definirsi ” dice al Foglio l’organizzatore, il disegnatore professionista (per serie come Diabolik, Dampyr e Julia) Daniele Statella. “È una mostra con incontri, performance dal vivo, alcuni stand di piccole realtà editoriali e autori ospiti: non sarà quindi una vera e propria fiera del fumetto con le bancarelle, è più che altro un evento culturale. Del resto, una mostra in un palazzo espositivo è più gestibile rispetto a quella nel capannone di una fiera. Stiamo lavorando infatti per organizzarla con la massima attenzione per la sicurezza: ci sarà la Protezione Civile all’ingresso per far entrare le persone un po’ alla volta, sarà obbligatoria la mascherina ci saranno percorsi da seguire e indicazioni sul pavimento per mantenere la distanza dai tavoli degli autori”. Un piccolo evento, ma che può servire a dare un segnale di risveglio dopo la lunga quarantena. “Mi sa che questo sarà il primo evento di fumetto in Italia e in Europa dopo il lockdown. Il fumetto riparte da Biella? Noi ci crediamo”.

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