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Il pianeta russo

Quando c’era la Cortina di ferro. Dall’utopia politica alle grandi fantasie sul futuro, con licenza di Stalin: la fantascienza nel mondo comunista

10 Giugno 2019 alle 13:48

Il pianeta russo

Una scena del film muto di Jakov Aleksandrovich Protazanov “Aelita” (1924), tratto dal romanzo omonimo di Tolstoj

Scenderà qualcuno dalle stelle, A salvarmi, all’urlo del mio pianto? Solo i serpi gettan via la pelle, Noi cambiamo l’anima soltanto (Nicolaj Gumilev)   Nella sua difesa estetico-individualista del socialismo (che terminava significativamente con un inciso sulla Russia zarista) Oscar Wilde sosteneva che “un planisfero che non comprenda Utopia non merita nemmeno uno sguardo, perché escluderebbe l’unico paese al quale l’umanità approda in continuazione”. Gli stessi Marx ed Engels, nel Manifesto, si limitarono a riprendere l’aggettivo per analizzare i pregi...

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