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Da trader online a broker professionista

Quando la passione diventa un lavoro

12 Febbraio 2018 alle 12:44

Da trader online a broker professionista

Foto via Pixabay

Da trader privato a broker finanziario professionista. Sebbene non sia facile, anche nel 2018 quella del broker professionista rappresenta una delle professioni più ambite specie da parte di chi, completando gli studi universitari, ha maturato conoscenze nel campo delle scienze economiche e statistiche.

  

Mercati finanziari, la carriera dei trader di successo


Come peraltro mette in evidenza il sito TradingOnline.me, l'accesso diffuso alle piattaforme di trading, attraverso l'apertura di un conto di investimenti con un broker online, ha reso ancora più affascinante, e potenzialmente alla portata di tutti, la figura del broker finanziario considerando anche il fatto che l'offerta di strumenti e di prodotti finanziari è sempre più ampia.


Molti trader di successo, non a caso, hanno poi trovato lavoro presso grandi banche, Società di intermediazione mobiliare (Sim) e case di brokeraggio al fine di mettere a disposizione della clientela le conoscenze maturate sul campo ed anche quelle spiccate capacità, spesso innate, che permettono di non farsi trascinare dalle emozioni nel momento in cui occorre gestire e presidiare i rischi di mercato.


Fondamentale negli ultimi anni, per i trader in erba, è stata tra l'altro la facilità di accesso alle risorse ed agli strumenti di formazione in modo tale da andare poi a simulare l'operatività reale senza rischi finanziari. A tal fine lo strumento fondamentale è rappresentato dal cosiddetto simulatore di Borsa o conto demo che di sicuro sarà stato utilizzato da chi da trader in erba è diventato un investitore di successo prima, ed un broker finanziario professionista poi.

   

Trading online, perché piace così tanto agli italiani?


A questo punto è lecito chiedersi perché il trading online sia così diffuso nel nostro paese, e perché, di conseguenza, piaccia così tanto agli italiani. Ebbene, quella di investire utilizzando come canale la rete Internet è in tutto e per tutto un'arte di facile accesso, come sopra descritto, ma tale che poi a conti fatti il successo è solo per pochi.


La libertà di investire online, visto che basta un conto aperto con un broker, un PC o uno smartphone, porta peraltro spesso a pubblicizzare il trading online attraverso messaggi a tratti fuorvianti, ed in certi casi anche ingannevoli. Il trader principiante, infatti, rischia di recepire il messaggio secondo cui gli investimenti sui mercati finanziari possono portare a facili guadagni quando invece non è così.


La maggioranza dei trader in erba, infatti, getta la spugna, e di conseguenza spesso rinuncia al sogno di diventare un broker finanziario professionista, proprio a causa della scarsa/falsa informazione e dall'assenza di una formazione adeguata per poter entrare sui mercati finanziari ed investire con profitto.


In altre parole, per provare a diventare trader non solo serve un minimo di conoscenze in materia finanziaria, ma la formazione deve essere continua in un mondo come quello degli investimenti che muta e che è caratterizzato da dinamiche che spesso sono complesse. Di conseguenza, iniziare a fare trading online giusto per provare, senza un adeguato percorso di formazione e di sperimentazione, porta poi quasi sempre alla perdita in tutto o in parte del capitale iniziale che si ha a disposizione.


Anche per questo dallo scorso mese di gennaio del 2018 in Europa è entrata in vigore la nuova direttiva UE MiFID II che, tra l'altro, proprio a tutela degli investitori e dei piccoli risparmiatori impone agli intermediari di essere ancora più trasparenti nell'esporre e nel far comprendere alla clientela, in maniera consapevole ed informata, quelli che sono i rischi di mercato su ogni singolo prodotto o strumento finanziario che si intende negoziare.

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Commenti all'articolo

  • Cristiangiglini

    24 Maggio 2018 - 10:10

    Lavorare con broker seri è fondamentale, devono garantire eseguiti di qualità, velocità di esecuzione dell'ordine e in fine una buona piattaforma con dati storici di almeno 5 anni se si lavora con un grafico orario.

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