contro mastro ciliegia

Ma Stasi è vendicato

Maurizio Crippa

Mentre attendiamo le retate di Gratteri e che Bachelet la smetta di dare di fascisti a chi a votato Sì, una perizia seria (finalmente) su Garlasco fa capire che le cose nell'omicidio di Chiara Poggi non sono andate per niente come ha voluto una pasticciata condanna. Chissà se Stasi otterrà una revisione. Ma oggi è più chiaro cosa sia un (in)giusto processo

In attesa che il procuratore da 27 milioni di risarcimenti a spese dello stato per ingiuste detenzioni di innocenti dia inizio alle retate; in attesa che si stabilizzi la bile di Giovanni Bachelet, che pure sarebbe uno scienziato, ma va paragonando ai fascisti il 46 per cento degli italiani che ha votato Sì; in attesa che Telese finisca di fare il coglionazzo da bar su X; preso atto del gran trionfo dei sostenitori della casta più bella del mondo così com’è, almeno una vittoria simbolica tutta la dura campagna affinché gli italiani avessero un più giusto processo l’ha ottenuta. E forse ne avrà sollievo anche Alberto Stasi, il colpevole per forza di Garlasco. Affidata una perizia finalmente a una grande scienziata, l’anatomopatologa di chiara fama Cristina Cattaneo, ora depositata alla celeberrima procura di Pavia, si viene a sapere che Chiara Poggi non fu uccisa come da ricostruzione della sentenza che, in terza battuta, condannò Stasi, né all’ora stabilita dai magistrati (l’orario era una delle prove forti della colpevolezza). Niente. Forse ne sarà contrariato il padre di Chiara, che si direbbe solo interessato a che qualcuno stia in galera, colpevole o no, e infatti ha votato No. Non sappiamo se Stasi otterrà la revisione, ma cosa sia un giusto processo oggi è più chiaro. Ciao Enzo, grazie. 

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"