Ansa
Contro Mastro Ciliegia
Biennale e zdanovismo
Secondo la legge, la Fondazione Biennale è autonoma, non soggetta a imposizioni politiche del governo. Nel caso cambiasse direzione sotto pressione politica, come definiremo il fatto, se non come politica culturale decisa dall’esecutivo?
Stando al dl 29 gennaio 1998, n. 19 “Trasformazione dell’ente pubblico ‘La Biennale di Venezia’ in persona giuridica privata denominata ‘Società di cultura La Biennale di Venezia’”, la Fondazione Biennale è autonoma, non soggetta a imposizioni politiche del governo (tantomeno di quello europeo). Non è molto chiaro il senso del ragionamento del presidente della commissione Cultura della Camera Federico Mollicone quando dice, del caso padiglione russo, che “a un certo punto c’è l’interesse nazionale e avere la condanna di 22 ministri dell’Unione europea e la sanzione dell’Ue è un danno d’immagine che va oltre l’autonomia culturale delle istituzioni”. E che “non è più una questione culturale ma di geopolitica”. Il ministro Alessandro Giuli ha chiesto alla rappresentante del Mic nel cda della Biennale, Tamara Gregoretti, di rimettere il mandato. E’ in suo potere, mentre non può chiedere la revoca del mandato del presidente, ma è una mossa che mette molta pressione sul cda. Nel caso la Biennale cambiasse direzione sotto pressione politica, come definiremo il fatto, se non come politica culturale decisa dall’esecutivo? Una pratica che nel 900 ha avuto due nomi: Minculpop, o zdanovismo.
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