Ansa
Contro Mastro Ciliegia
L'Europa Pussy riot
Chiedere la censura per la cultura è come considerare reati le idee, pessima soluzione, soprattutto per una istituzione autonoma. Dovrebbe saperlo persino il commissario alla Cultura, tale Glenn Micallef. Se i governi europei vogliono abbattere Putin facciano guerra a lui, non alla Biennale
Sono andato a letto presto, pensando che avrei voluto scrivere qualcosa sulla insopportabile, oltre che inefficace, ipocrisia dell’Europa e dei suoi governi (ne hanno contati 22) che non avendo in quattro anni smesso di comprare gas dalla Russia; non avendo armato Kyiv; non avendo fatto il Rearm; non sapendo difendere i propri cittadini ebrei dall’antisemitismo e indecisi persino sull’Iran, per rifarsi una verginità purchessia preferiscono la scorciatoia di chiedere la censura per l’unica istituzione culturale europea degna del nome, la Biennale di Venezia. Mi sono svegliato ieri mattina e ho scoperto che lo aveva già scritto al solito alla perfezione Mattia Feltri su HuffPost, con dovizia di informazioni su quanto gas l’Europa succhi ogni mese dai gasdotti di Putin, e a lui rimando. Aggiungo che chiedere la censura per la cultura è come considerare reati le idee, pessima soluzione, soprattutto per una istituzione autonoma. Dovrebbe saperlo persino il commissario alla Cultura, tale Glenn Micallef (poi dicono di Di Maio). Se vogliono abbattere Putin facciano guerra a lui, non alla Biennale. Decenni fa in America hanno inventato la fascistoide ideologia culturale detta wokism. In ritardo e sempre ancillari, gli europei hanno scelto per sé la cultura Pussy riot.
Contro Mastro Ciliegia
Benvenuto Anticristo
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