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contro mastro ciliegia
Meglio la Casa del Jazz di Sanremo
Dovevano bastare quattro giorni per verificare la presenza del corpo di Emanuela Orlandi sotto l'edificio romano. Sono passati mesi, i soldi sono finiti, ma il georadar non ha trovato manco l'ingresso. la storia italiana più esilarante degli ultimi decenni è molto meglio del Festival
Fortunatamente a distrarci dall’insopportabile Sanremo dove Ermal Meta canta ninnananne per i bambini di Gaza ma per quelli dei kibbutz no e Sayf cita Berlusconi ma secondo Rep. “lo ribalta”, c’è la storia italiana più esilarante degli ultimi decenni: Emanuela Orlandi, la banda della Magliana e ora il fantastico sequel della Casa del Jazz. Mesi fa era saltata fuori la nuova variante: che nei sotterranei (che ancora non si sa se esistano) della magnifica villa Osio appartenuta a Enrico Nicoletti, il “cassiere”, ci sarebbero il corpo della Orlandi, quello del magistrato Paolo Adinolfi – lui sì davvero scomparso nel 1994 mentre indagava sulla banda – e chissà che altro. Si misero a scavare “coi fondi della Camera di commercio di Roma assegnati a Confcooperative”, che nel sotterraneo ci voleva coltivare funghi. Dovevano bastare quattro giorni. Passano i mesi e i soldi sono finiti, il georadar (di Confcooperative), non ha trovato manco l’ingresso. “Si scavano buche su buche” (il Fatto). E ora la prefettura che ha preso il comando delle operazioni. Con che soldi? Non si sa. L’urgenza? Perché non ipotizzare che la sotto ci siano pericolosi esplosivi? Nel frattempo, nessuno ha mai chiesto il permesso alla sovrintendenza archeologica. Cara Emanuela, stai serena.
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