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Contro Mastro Ciliegia

Pure i pasdaran! Più che Olimpiadi è Holiday on Ice

Maurizio Crippa

Le Olimpiadi a Milano sembrano destare più preoccupazione che entusiasmo, soprattutto quando si parla di sicurezza. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi non è riuscito a convincere che i gunmen di Trump non andranno in giro a sparare sulle piste da sci. Tra allarmi in automatico e forze speciali, forse è solo un altro spettacolo all'italiana

Come spiega magnificamente @michimas nei piani alti di questa pagina, a noi milanesi le incipienti Olimpiadi ci fanno soprattutto spaventare. O quanto meno posso testimoniare che ci hanno già bell’e annoiati, speriamo tanto che vadano tutti a Bormio e Cortina. Ma la cosa più ridicola, almeno spezza la noia, è questa della sicurezza. Insomma le orde assassine di Trump pronte a scorrazzare per la città. Beppe Sala ha detto che non si sente garantito dalla presenza di energumeni dell’Ice. E figurarsi noi dai suoi ghisa, verrebbe da rispondere. Piantedosi si sgola da tre giorni e ancora non è riuscito a convincere che i gunmen di Trump non andranno in giro a sparare sulle piste da sci. E prova a spiegargli che Obama nel 2014 sbarcò a Roma che manco la Quinta armata, con 50 auto blindate, la Cadillac “The Beast” presidenziale, centinaia di agenti delle forze speciali e tiratori sui tetti. Fanno sempre così, je piace. Poi ieri salta fuori la storia che a scortare la sparuta rappresentanza di atleti iraniani ci saranno i pasdaran, pure quelle sono forze speciali, no? Il Pd ha fatto subito un’interrogazione se fosse vero. Forse meglio occuparsi delle attività correnti dei pasdaran a casa loro, no? Con il dovuto rispetto per i morti, questi allarmi in automatico degli italiani sono più divertenti di Holiday on Ice. 

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"