contro mastro ciliegia

Pif disinformato dei fatti

Maurizio Crippa

Barbero ha diritto a non essere censurato da Meta, poiché in democrazia per contestare le balle sul referendum basta il dibattito. Ma Diliberto Pierfrancesco, invece di fare battutine passivo-aggressive su David Puente, che fa bene il suo lavoro, dovrebbe informarsi meglio

Quando la propaganda via social passa ai personaggi televisivi in disarmo, come Diliberto Pierfrancesco in arte Pif, dopo essere già transitata per youtuber della storiografia colti in fallo come il ridens Barbero, il paese sta messo male. Tanto che probabilmente finirà come dice l’istituto Ixé, che vince il No, del resto siamo il paese di quelli che sventolavano il cappio in Parlamento e poi sono andati al governo col guitto del Vaffa. Abbiamo qui difeso il diritto di Barbero a non essere censurato da Meta, poiché in democrazia per contestare le affermazioni ballistiche basta il dibattito. Ma Pif, che nelle contorte sigle burocratiche di questure e tribunali sta per “persona informata dei fatti”, invece di fare battutine passivo-aggressive su David Puente, che fa bene il suo lavoro, dovrebbe informarsi meglio. Dice che il sorteggio per il Csm va “a sfavore” dei magistrati (vorrà dire che non sono tutti bravi uguali?) e più a favore della politica: ma sui membri laici sarà posta una preselezione, che farà filtro all’ingerenza partitica. Tremenda l’argomentazione secondo cui “se poi un imputato viene assolto…”, allora andava tutto bene anche prima. Una bugia che manco il condannato Davigo. Solo propaganda, ma sarà efficace. Nel paese dei pifferi. (Maurizio Crippa)

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"