La scena del dibattito in "Berlinguer ti voglio bene", film del 1977 diretto da Giuseppe Bertolucci e interpretato da Roberto Benigni

Contro Mastro Ciliegia

I Militonti

Maurizio Crippa

La stravagante iniziativa pol. corr. di un circolo del Pd di utilizzare "militante" come plurale femminile (di "militanta"?) e riservare "militanti" come plurale maschile: evidentemente di "militanto". A quando un bel "sindacalisto" per Landini?

Menomale che i cari grillini, pure i peones che ora rischiano l’espulsione dal sacro blog o altre pene afflittive per via del Mes, quando erano giovani e motivati pretendevano di non farsi chiamare onorevoli o cose simili, ma solo “cittadini” e “portavoce”. Che era più, nei loro sogni offuscati, di “militanti”. Così, per questo giro, li possiamo lasciare da parte e occuparci dell’altro partito di governo e della sua strana tendenza a trasformarsi in un esercito di “militonti”.

  

Si ride da un paio di giorni, sui social, per la stravagante iniziativa orwelliana de’ noantri di un circolo del Pd di Palermo che ha messo sul web un messaggio relativo a una sua iniziativa in cui c’era scritto: “Grazie alle nostre militante e ai nostri militanti”. Dove dunque, per uno scherzo della grammatica, e forse anche delle idee, la lingua italiana si è trasformata: le “militante” sono diventate il plurale femminile di “militanta” e i “militanti” sono diventati, di conseguenza, il plurale di “militanto”.

  

Ora, che sia soltanto uno svarione d’ignoranza è possibile e anche auspicabile. Ma è difficile tralasciare l’impressione che una certa sgangherata adorazione del linguaggio politicamente corretto, genuflesso a una presunta parità di genere a costo di disconoscere la banale evidenza che nella lingua italiana esistono parole invariabili per desinenze, che indicano maschi e femmine, o persino neutre, sia una deriva a un tempo comica e minacciosa. A quando l’appellativo “sindacalisto” per il compagno Landini? Militonti.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"