Contro Mastro Ciliegia

“Dramma della gelosia” alla redazione di Rep.

Maurizio Crippa

Pare che dall’Ufficio centrale di Repubblica sia stato inviato ai cronisti un decalogo (doppio: colonna No e colonna Sì) su come scrivere e titolare a proposito di femminicidio

Pare che a Rep. siano molto preoccupati per l’aggiornamento del linguaggio di genere. Pare che dall’Uff. Centr. di Rep. sia stato inviato ai cronisti un decalogo (doppio: colonna No e colonna Sì) su come scrivere e titolare a proposito di femminicidio. Da “non mettere nel titolo parole che evocano la fatalità” (No) a “la malattia non è un movente né un alibi” (Sì). Perentorio è dire poco, Mosé non avrebbe fatto di meglio. Tra i comandamenti del No, “non empatizzare con l’omicida, ma con la vittima” (c’è qualcosa di neo-vittoriano, in tutto questo?). In questa ripulitura, è curioso che gli unici a vivere un vietatissimo “dramma della gelosia” siano quelli del cdr di Rep. Che hanno risposto piccati: “Riceviamo un ‘decalogo’ su come si esercita la professione di ognuno di noi. Ferma restando, ovviamente, l’importanza dell’argomento… non crediamo che i professionisti di un quotidiano che da oltre quarant’anni fa la storia del giornalismo italiano abbiano bisogno di decaloghi di sorta”. E in cauda venenum: “A meno che non sia nelle intenzioni del giornale creare la figura di un vicedirettore addetto alla semantica”. Che in effetti, pretendere di insegnare ai giornalisti di Repubblica, che lo hanno inventato, come si fa il giornalismo politicamente corretto, è follia. Solidarietà al dramma della gelosia.

 

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"