Cancella il prof. maschio

Maurizio Crippa

Non indossare la minigonna, "sennò ai prof. gli cade l’occhio”. E' così scontato che un uomo non sappia controllare le proprie pulsioni?

Al liceo Socrate di Roma (ma ormai i licei italiani andrebbero tutti ribattezzati Marilyn Monroe, secondo la profezia avverata di Nanni Moretti) il primo giorno non c’erano i banchi. Che, par di capire, secondo una zelante vicepreside servono soprattutto a far da scudo alle gambe. Sarebbe dunque accaduto che entrata in una classe, la vice abbia preso in disparte una studentessa invitandola a non indossare la minigonna, con questa testuale motivazione: “Sennò ai prof. gli cade l’occhio”. Pronti via, le ragazze hanno protestato per l’assurda censura e postato le loro foto in shorts e minigonna esponendo il tazebao: “Non è colpa nostra se gli cade l’occhio”. Perfetto, non si capisce perché mai si debba limitare la libertà di abbigliamento, che fa parte della sfera personale.

 

Quel che nessuno ha notato, né preso in considerazione, è qualcosa di altrettanto grave in quel “sennò ai prof. gli cade l’occhio”. Che significa dare per scontato che il prof. maschio non abbia capacità di controllare né gli occhi né le pulsioni e sia per forza un potenziale molestatore. In quanto maschio (bianco e eterosessuale, ovviamente). Un delirio da polizia del pensiero, discriminatorio, cui però nessuno ha fatto il minimo caso: è palese che sia così. Nemmeno i prof. maschi hanno protestato, per un insulto così gratuito. 

 

Ps. Il caso è stato collegato a quello francese delle proteste contro le scuole che impongono abbigliamenti che un tempo avremmo detto castigati. Tema interessante. Purtroppo, come tutte le cose, quando arrivano in Italia diventano semplicemente grottesche. E con un surplus di vandalismo verso le idee e le persone su cui Socrate, forse, avrebbe da eccepire.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"