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Lucci, neomelodico vero

Prendere il mostro e mandarlo in onda e provare a farci ridere: ecco il vostro Elephant man

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

11 Giugno 2019 alle 06:15

Lucci, neomelodico vero

Enrico Lucci (foto LaPresse)

Tra qualche giorno, ma solo tra qualche giorno, saremo in grado di ascoltare le polemiche e i ve lo avevamo detto. Le polemiche sul fatto che anche Vespa intervistò il figlio di Totò Riina (e c’era il governo Renzi, non i due pupari allo sbaraglio). E le polemiche à la Faraone-Carfagna forse dimentichi, appunto, che è successo anche prima. La noia, ma tra qualche giorno. Per adesso, l’unica cosa che provoca fastidio, una specie di reflusso gastroesofageo, non è che Leonardo Zappalà abbia detto durante il programma Realiti: “Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l’amaro”. Parlava di Falcone e Borsellino, questo cantante neomelodico siciliano di anni 19. A dare acidità di stomaco non è tanto lui. E’ Lucci, Enrico Lucci. Questo emerito scarto di Iena, ora trasmigrato su Rai2, la rete cianfrusaglia, per portare il suo frusto giochino, con la solita faccia fintamente divertita, invecchiata. Quello di prendere il mostro e mandarlo in onda e provare a farci ridere: ecco il vostro Elephant man. Siccome è paraculo, si giustifica pure, Lucci, uno che ha studiato persino storia, per dire: “Io mi rivolgo a questo ragazzetto con toni paterni, perché non si massacra un ragazzetto… anche se ha degli idoli abbastanza orribili e le idee abbastanza confuse”. Che sia molto più decente non invitarlo in tv, al domatore di Elephant man nemmeno viene in mente.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    11 Giugno 2019 - 08:08

    Tutto fa spettacolo e questo è, oggi, quello che ci meritiamo. Lucci è quello che è, un giullare a cui è sempre stato permesso di andare troppo più in la. Lucci si può permettere tutto perché tutti, tutti glielo hanno permesso. Ora questo tonfo e non è un tonfo qualsiasi ma un tonfo su un cardine fondamentale di una società che tenta di resistere e che al contrario produce mostri di indifferenza, di qualunquismo, di vuoto assoluto. Lo stesso Luzzi è rimasto spiazzato, sembrava imbambolato come se avesse paura a correggere in modo fermo il misero menestrello analfabeta. Falcone e Borsellino non sono eroi ma due uomini che svolgevano a pieno il loro lavoro. Questo è l’esempio. Luzzi ha perso l’occasione della sua vita dopo tanti interventi di stupidità finto comica. È stato spiazzato dalla stessa vacuità di linguaggio che lo ha sempre contraddistinto. Luzzi cambi d’abito, il rosso non le si addice più. È tempo di bianco, bianco assoluto.

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