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Saverio Raimondo e il lato comico a Sanremo

"La mia presenza al festival è stata cancellata", dice. Hanno iniziato con Luca e Paolo, Luttazzi ritorna solo perché tanto non fa ridere, la Littizzetto la tengono per lo stesso motivo

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

18 Gennaio 2019 alle 21:02

Saverio Raimondo e il lato comico a Sanremo

Saverio Raimondo (foto LaPresse)

Dice insomma Saverio Raimondo che “esiste in effetti da settimane una camera a Sanremo prenotata da Rai a mio nome per i giorni del festival. Ma quella camera nelle prossime ore verrà evidentemente assegnata a qualcun altro”. Ancora non si sa, siamo in trepida attesa, se a occupare quella stanza che non ha più pareti ma alberi (okkei dai, è una stronzata: ma Sanremo è Sanremo) sarà lo spassoso ministro Toninelli in persona: perché a comico che si licenzia, comico che subentra, è la legge dello showbiz nell’epoca del decreto dignità. Comunque, per dovere di cronaca, va così. Saverio Raimondo, comico di un certo seguito che s’è fatto le ossa su Comedy Central, era imbarcato per la Riviera: “La mia presenza a Sanremo, prevista e voluta da Rai1 già da mesi e condivisa a più livelli, negli ultimi giorni è stata messa in discussione fino alla cancellazione delle ultime ore”. Ora, non è ancora chiaro se sia un caso “politico”.

 

Ma al momento sembrerebbe più un caso di narcisismo, o di egotismo infantile, da parte del governo del cambiamento che ha messo i suoi funamboli del trash-populismo a guardia della Rai con un preciso mandato: belìn (scusate il ligurismo) a far ridere ci siamo già qui noi, quindi i comici fuori dalle balle. Hanno iniziato con Luca e Paolo, Luttazzi ritorna solo perché tanto non fa ridere, la Littizzetto la tengono per lo stesso motivo. Ma a Sanremo no. Soprattutto se uno si mette in testa di far ridere con il giochetto del sosia: “Forse essere così uguale a Di Maio non mi ha favorito”.

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