E' "Tempo delle donne", ma la patonza deve cliccare

Maurizio Crippa

Ben venga la battaglia di via Solferino contro il maschilismo, ma che almeno i colleghi di Corriere.it si dessero una regolata, offrendo un aiutino agli uomini che vogliono cambiare

E va bene che è “Tempo delle donne” e quest’anno si racconta che “gli uomini stanno cambiando”, alla meritoria “festa-festival con itinerari aperti che si incrociano tra conversazioni e provocazioni sul palco” del Corriere della Sera nel weekend di Milano. E va bene che il maschilissimo direttore Fontana scrive: “Accettare il mutamento ci può portare a costruire un ‘luogo comune’ libero da schemi sbagliati”. E va bene che per darne testimonianza hanno invitato pure Briatore. Ma la brava Barbara Stefanelli, commander in chief, forse meriterebbe che per l’occasione, almeno per un paio di giorni, i colleghi di Corriere.it si dessero una regolata, offrendo un aiutino agli uomini che vogliono cambiare. Fior da fiore, una giro di titoli imperdibili: “Venezia, ecco lo spacco vertiginoso di Giglia Marra sul red carpet”. “Il ritorno delle maggiorate. Serena Grandi: ‘Mangio poco e faccio sesso’”. “Venezia, via il reggiseno. Sul red carpet va in scena il nude look”. “Elisabetta Canalis scolpisce in palestra: un fisico da urlo per i suoi 39 anni”. “A New York Rihanna in giallo e senza reggiseno”. “Fisico perfetto in bikini (a 53 anni): chi è l’ex modella nell’oblò?”. E va bene che è anche il giorno di “‘Cappuccetto’, ‘Lupaccio’. La cena, il pm e la cronista. Intrigo molisano con ricatto” (ma questa è cronaca, di quelle che quel cattivone del ministro Orlando vuole vietarci per il futuro). Però, gira e rigira, gli uomini staranno pure cambiando, ma sempre lì siamo: la patonza deve cliccare.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"