Il post su Facebook di Daniela Martani

Un cordiale vaffanculo ai cazzeggiatori da social da terremoto e ai correttisti della sismologia

Maurizio Crippa
Ora, io confesso impunemente di non essere quel che si dice un socialite, ma rivendico con l’orgoglio della ragione di non essere mai stato a conoscenza, fino a mercoledì pomeriggio, dell’esistenza di una ragazza che si chiama Daniela Martani.

Ora, io confesso impunemente di non essere quel che si dice un socialite, ma rivendico con l’orgoglio della ragione di non essere mai stato a conoscenza, fino a mercoledì pomeriggio, dell’esistenza di una ragazza che si chiama Daniela Martani, “ex concorrente del Grande Fratello” e ora fervente sostenitrice del movimento vegano. (Sono tentato di scrivere che essere ferventi sostenitori del movimento vegano è l’ultimo rifugio delle canaglie, ma temo che ai vegani sfugga la citazione, e mal me ne incoglierebbe). Daniela Martani è colei che avrebbe scritto su Facebook: “Ma è stata inventata ad Amatrice la famosa amatriciana? E vabbé, ma allora è karma”. Adesso la sventurata dice che le hanno hackerato il profilo. E il fatto che esista gente interessata ad hackerare il profilo di una ex concorrente del Grande Fratello, esula dalle mie capacità cognitive. (Ma qui temo che sia colpa mia, non sono un socialite).

 

Però esula dalle facoltà della mia fantasia anche il fatto che esista, a Beverly Hills, un Bar Roma che aveva organizzato per la ragazza addirittura una serata. E che ora l’ha annullata in nome, come potremmo chiamarla?, di una correttezza sismica, diciamo, di cui non si sentiva la mancanza. Se tutto questo esula dalla capacità cognitiva anche di qualcuno di voi, mi sentirò meno solo al mondo. Comunque, ai cazzeggiatori sociali da terremoto e pure ai corretti della sismologia, un tetto che gli crolla sulla testa glielo augurerei. Però anche Carlin Petrini, che propone due euro di donazione per un anno per ogni piatto di amatriciana, ma vaffanculo.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"