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Gli americani se ne vanno dall'Iraq, il Pil no

L'andamento sorprendente dello sviluppo economico iracheno

22 Dicembre 2011 alle 01:06

Andrea Gilli, sul blog Epistemes, all'interno di un più ampio articolo ("La guerra in Iraq: una prospettiva più ampia"), riporta alcuni dati sullo stato dell'economia irachena. Dati interessanti, non così noti mi pare:

A livello individuale, la domanda è se gli iracheni stiano meglio o peggio del 2003. Proviamo a guardare qualche dato. Il Pil pro-capite degli iracheni è cresciuto drammaticamente negli ultimi nove anni, come dimostra la prima figura.


Questo dato non dice tutto. In particolare non ci dice se questo incremento è dovuto ad una riduzione della popolazione, ad una crescita generalizzata del benessere, oppure ad una forte crescita del reddito di una piccola parte dei cittadini. Sebbene non siano disponibili dati sulla distribuzione del reddito all’interno dell’Iraq, i dati dimostrano che la popolazione è cresciuta e così il Pil totale. Ciò suggerisce che il benessere dell’iracheno medio è aumentato, anche se verosimilmente questa crescita varia significativamente tra regioni, strati sociali ed etnie.

Per valutare questo secondo aspetto, considero lo Human Development Index. Questo indice misura non solo il Pil pro-capite, ma anche la speranza di vita alla nascita e l’istruzione. E’ dunque particolarmente appropriato per valutare se la situazione dell’iracheno medio è migliorata o no. Nel 2005, il valore di questo indice per l’Iraq era pari a 0.552, nel 2011 il valore era salito a 0.573 [Nota: il dato non è disponibile per alcun anno precedente]. Una crescita ridotta ma importante che segnala il miglioramento della qualità della vita degli iracheni. Altri indicatori raccolti dallo UNDP, partendo dal 2002, confermano quest’impressione: se guardiamo alla mortalità infantile, alla speranza di vita, all’istruzione, la vita dell’iracheno medio è migliorata (tabella). Ovviamente, si può obiettare che la drammatica situazione in cui verteva il Paese nel 2002 era dovuta alle sanzioni internazionali. Ciò è certamente vero, ma purtroppo non c’è modo, se non ragionando su “se” astratti di immaginare lo sviluppo alternativo del Paese senza la guerra (e la conseguente ipotizzabile abolizione delle sanzioni internazionali).

IRAQ                                              2002      2011
Mortalità infantile per mille [1]      130         44
Speranza di vita alla nascita        58.7        69
Anni istruzione attesa                    8.5         9.8
% alfabetizzazione adulta [2]       55.9       78.1
Anni di istruzione media                4.8        5.6
% iscrizione scolastica                  49         53.5
% popolazione >5$ [3]                                 4
% Mortalità da parto [4]                 84 [5]     75
Partec. femminile al lavoro [6]    0.177 [5]  0.2
[1] bambini <5 anni; [2] popolazione >25 anni; [3] $ ppp; [4] su 100.000 parti;
[5] dato del 2000; [6] Rapporto uomini donne in età lavorativa, 25-64 anni.

Leggi qui l'articolo integrale pubblicato su Epistemes

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